SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ stato sicuramente un evento importante per la città, testimoniato dalle migliaia di visitatori che si sono accalcati tra Molo Sud e spiaggia per ammirare i bolidi del campionato mondiale Powerboat P1. Ma non per questo, non bisogna discuterne, per saggiare, in prospettiva futura, pro e contro.

Tra i contrari, indubbiamente, Riego Gambini, coordinatore di Meteorivierapicena.net, che già si era espresso negativamente prima dell’avvio della manifestazione; adesso, sarcasticamente, teme che San Benedetto si trasformi in un “Marodromo”.

«Sto ancora cercando sulla stampa nazionale, in Intenet, in televisione, ma ho trovato ben poco, quasi niente, su Powerboat P1. Chissà, forse domani – ironizza Gambini – Per ora nessun particolare riferimento giornalistico sull’evento che avrebbe dovuto dare ulteriore lustro e risalto alla nostra città. Ed ora? Le tende del Powerboat P1 verranno smontate e i marinai locali potranno riposizionare le loro nasse lungo la costa, con la speranza che le acque marine picene tornino ad esssere popolate».
«Il fine settimana scorso gli abitanti del mare hanno sicuramente alloggiato altrove a causa dei “disturbi acustici” (e non solo quelli!) poco gradevoli – continua Gambini – perché pur non avendo il dono della parola, mammiferi esclusi, quello dell’udito non manca loro di certo. Forse ci siamo dimenticati che nell’acqua le onde sonore si propagano molto più velocemente che nell’aria, per cui immaginiamoci che musica! Poi mi sono anchechiesto: ma se il canto delle balene può viaggiare fino a 3000 chilometri di distanza, fin dove si sarà sentito il canto di un Seatek turbodiesel da 1700 cavalli (vapore, non al galoppo)?»
«Preferisco non approfondire poi sul fatto che questo periodo dell’anno, per molti abitanti del Mare Adriatico, è il periodo della posa delle uova, che si svolge spesso nelle vicinanze della costa, per cui, i nostri pesciolini locali, questo fine settimana se lo ricorderanno di certo» scrive ancora, per poi analizzare la situazione relativa al Parco Marino del Piceno: «Vale veramente la pena mandare in malora il lungo lavoro di tante persone che con grandi difficoltà stanno ancora cercano di portare a termine l’ambizioso ed importante progetto del “Parco Marino Piceno” in cambio di tre giorni di pura eco-illogica follia? Lo dico a coloro che probabilmente credono di poter stare una volta da una parte e una volta dall’altra. Così facendo, probabilmente non accorgendosene nemmeno, mettono da soli a rischio la lor credibilità e a loro coerenza. Vi dico apertamente il mio parere: no, non ne vale la pena, e in questo particolare momento, per niente al mondo! E’ arrivato il momento d’agire. Il Parco marino del Piceno, per il Piceno, non rappresenta un’immediata convenienza, ma è di certo una necessità immediata».
L’ultima stoccata è per l’ambientalismo a due facce della città: «Mentre in un’altra parte della città molti bambini, con i loro genitori ed insegnanti, partecipavano ad un’iniziativa educativa chiamata “Bimbimbici” (manifestazione nazionale a cui hanno aderito 240 città italiane) i più grandi giocavano in mare con i loro giocattoli costosi, in un “parco giochi” amorevolmente preparato ed offerto dal vero padrone di casa: il Padreterno!»

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