Da Riviera Oggi n. 726

ACQUAVIVA PICENA – «Vogliamo valorizzare un bene storico, un patrimonio di tutti gli acquavivani». Queste sono le affermazioni dell’attuale assessore alle Attività Produttive Francesco Sgariglia. «Purtroppo il convento di San Francesco stava cadendo a pezzi e il Comune non aveva le risorse economiche per acquistarlo e metterlo in sicurezza».

L’edificio medievale era di proprietà di una famiglia romana che non ha mai eseguito lavori di ristrutturazione, abbandonato da anni all’usura del tempo, fino al punto di rischiare di crollare. La Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali delle Marche e il Comune di Acquaviva non hanno mai tutelato il bene storico, finché è stato acquistato dalla ditta Audax Srl, che lo ristrutturerà e lo trasformerà in struttura ricettiva.
E ora, paradossalmente, dal Comune si dice che quello è un bene storico da tutelare. O almeno è quanto ci dice Sgariglia, ben disponibile a un confronto sulla questione, al contrario del suo omologo Teodorico Compagnoni, titolare della delega alla Cultura e al Turismo.

Attualmente i lavori sono fermi per scelta della ditta, che a breve completerà il risanamento e il restauro già iniziati per mettere in sicurezza lo stabile.
«Il Piano Regolatore – spiega l’assessore Sgariglia – contiene dei vincoli che prevedono delle forti limitazioni di intervento sull’edificio storico».

Peccato che gli acquavivani perderanno la possibilità di godere di un bene pubblico restaurato, perderanno una parte della loro storia, perderanno un convento malmesso ma guadagneranno una casa vacanza.

Un insediamento turistico che sicuramente trasformerà l’ambiente e il paesaggio collinare: «Se i lavori si concretizzeranno e ci saranno delle nuove proposte di modifica dello stabile – afferma Sgariglia – ci sarà una riunione della giunta comunale e discuteremo per decidere se appoggiare o meno le nuove richieste».
Ma la ditta ha ormai la licenza necessaria per la realizzazione della struttura ricettiva e non ha bisogno di ulteriori permessi per modificare la destinazione d’uso del convento quasi millenario. Il “grande” vincolo imposto dal Comune annovera il convento francescano tra le strutture ricettive tutelate dall’articolo 27 della legge regionale dell’11 luglio 2006, il “Testo unico delle norme regionali in materia di turismo”, che stabilisce le caratteristiche delle case e degli appartamenti da utilizzare per le vacanze.

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