GROTTAMMARE – La stagione estiva è alle porte, chalet e alberghi si preparano ad accogliere i turisti. Ma quali sono le previsioni per questa stagione? Gli chalet saranno soddisfatti delle politiche turistiche comunali? Organizzeranno delle feste? Perché i giovani si spostano a San Benedetto? E le scogliere, avranno risolto i problemi di erosione? Questi – e qualche interrogativo in più – sono stati i noccioli delle discussioni con i titolari degli chalet, a cui daremo spazio da questo numero.

Partiamo dal centro cittadino: i primi che abbiamo ascoltato sono i titolari dello stabilimento “Il Tenente“, uno dei pochi aperti (eccola, una differenza con San Benedetto dove, invece, quasi tutti gli stabilimenti hanno già iniziato la loro attività). A risponderci è Fabio: «La speranza è che quest’anno si lavori meglio, ma con la crisi economica che c’è, molte persone non fanno più vacanze di 2 o 3 settimane come succedeva anni fa: preferiscono andare al’estero e usufruire di quei pacchetti turistici che ti permettono di fare una vacanza di un mese con 1.500 euro».

La vacanza a Grottammare costa di più?

«Se si considera che un affitto costa 3 mila euro al mese… Poi ci sono i pasti, l’ombrellone, il viaggio. Certo, rimangono i clienti fissi, ma già si vede un calo: l’anno scorso avevamo il ristorante che lavorava tutta la settimana, quest’anno si lavora solo nei week-end. Inoltre le famiglie ormai non spendono più, occorre puntare anche sui giovani, sui single».

Il Comune potrebbe fare qualcosa?

«Non si rendono conto di vivere in un paese turistico: quando un ragazzo mi chiede che feste ci sono la sera in zona, devo mandarlo a San Benedetto, e di certo non è economicamente conveniente. Avevo anche proposto di adottare un prezziario comune a tutte le strutture, ad esempio il caffè sul lungomare può costarti dai 0,70 fino a 1 euro, una pizza e una birra da noi costa 6 euro – e vado solo a pari con le spese – se ci si sposta costano molto di più. Ed il turista che va nel ristorante di un certo livello, penserà “a Grottammare mai più, costa troppo”».

Andrebbe migliorato qualcosa?

«A partire dalla comunicazione fra Comune e stabilimenti, fra gli stessi stabilimenti e soprattutto degli eventi che vengono organizzati: serve più pubblicità».

Non pensate di organizzare feste per ravvivare le serate?

«Avevamo organizzato dei karaoke, ma non penso che lo faremo più. Funzionavano, ma una sera si e l’altra pure ci facevano le multe per aver superato i decibel. Quest’anno vedremo, se c’è qualcosa di nuovo in Comune, forse lo riproporremo».

Per quanto riguarda le scogliere: sono utili?

«Hanno arginato, ma era un lavoro che doveva essere fatto anni fa. Si opponevano gli ambientalisti, affermando che visivamente non era un bello spettacolo – affermazione opinabile -, ma nelle scogliere c’è vita. Ora mancherebbe un braccio che freni un po’ la corrente, prima era il compito dei “pennelli” (le scogliere perpendicolari alla riva ndr): la spiaggia infatti ora è a “S” , proprio perché l’acqua che entra erode parti di bagnasciuga».

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