TERAMO – Un vertice in Regione per discutere sul rilascio delle licenze per il commercio ambulante sul suolo pubblico, che molto spesso vede la presenza, soprattutto in estate, oltre alle bancarelle regolarmente autorizzate, anche quelle di numerosi abusivi che invadono in particolar modo i lungomari e le spiagge dei comuni lungo la costa.

Nell’incontro che si è tenuto giovedì 8 maggio a Pescara tra la Prefettura di Teramo, l’Anci Abruzzo, la Capitaneria di Porto di Pescara e di numerose associazioni di categoria, si è discusso dell’attuale legge vigente (la legge regionale 135/99) in cui i criteri per l’assegnazione delle licenze per gli ambulanti abilitati all’esercizio commerciale sul demanio vengono direttamente stabiliti dalla Direzione Turismo-Servizio Demanio Marittimo della Regione.

In base a quanto segnalato dall’Anci Abruzzo ci sarebbe una sproporzione nell’assegnazione delle licenze dato che «per comuni come Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Vasto e Giulianova sono previsti per ognuno 60 operatori ammessi ad esercitare il commercio al dettaglio sul pubblico demanio marittimo in forma fissa e itinerante mentre, per comuni molto più grandi, si ha un numero di autorizzazioni inferiore. Tali disposizioni pongono numerose problematiche vista la mancanza di criteri omogenei tra tutti i comuni interessati».

A tal proposito quindi, su sollecitazione dell’Anci Abruzzo, la Regione ha accolto la proposta di modificare la legge per trasferire ai Comuni la delega attinente le autorizzazioni relative alla vendita ambulante, e si è prospettata anche l’ipotesi di prevedere delle specifiche aree attrezzate sul demanio in cui esercitare il commercio ambulante.

Nel corso dell’incontro si è prospettata anche una maggiore azione di controllo nei territori comunali della fascia costiera svolta nell’ambito del “Piano di Potenziamento dei servizi di vigilanza estiva” per arginare il fenomeno del commercio abusivo.

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