SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sulla piazza che non c’è nel quartiere Marina di Sotto e sulle azioni del Comune per acquisire al patrimonio pubblico le aree private non edificate di fronte alla chiesa di San Pio X, spuntano nuove polemiche e anche esposti alla magistratura.
Li presenta Bruno Gabrielli, consigliere comunale del Popolo delle Libertà. Un esposto alla Corte dei Conti per un presunto danno erariale alle casse del Comune e un esposto alla Procura di Ascoli per segnalare situazioni che secondo l’azzurro avrebbero dell’irregolare.
Davanti alla chiesa ci sono terreni che da anni il Comune cerca di acquisire per realizzare la piazza agognata dai residenti, che negli ultimi giorni sono tornati alla protesta, con striscioni appesi davanti ai locali parrocchiali.
La precedente amministrazione comunale guidata da Domenico Martinelli provò la strada dell’esproprio dei terreni, frazionati fra diversi proprietari. Venne approvata una variante al Piano regolatore e vennero accantonati 124 mila euro per l’esproprio; a quel punto la Provincia chiese al Comune un supplemento di documentazione, che però non venne mai inviata ad Ascoli vuoi per le dimissioni di Martinelli nel 2005 vuoi per la manifesta intenzione del nuovo sindaco Gaspari di percorrere una via diversa per la realizzazione della piazza, ovvero un Piano particolareggiato e un accordo con i privati.
Gabrielli attacca dicendo che «non c’è stato nessun atto per annullare le delibere della vecchia amministrazione, formalmente ancora valide. Faccio questi esposti perché bisogna capire per quale motivo non vengono portate avanti le delibere. Inoltre sostengo che ci sia la possibilità di un danno erariale, visto che quei fondi sono tenuti fermi. Ritengo anche che i proprietari delle aree potrebbero rivalersi contro il Comune».
Gli espropri, ha sempre sostenuto l’attuale amministrazione comunale, avrebbero allungato troppo i tempi, allontanando la realizzazione della piazza.
«E invece dal 2006 a oggi ci sono stati i tempi utili per l’esproprio, al massimo ci sarebbe stata una trattativa per il prezzo ma ora avremmo la piazza», sostiene Gabrielli.

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