SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In una semideserta seduta della commissione Bilancio del Comune si comincia a parlare dell’adempimento degli obblighi imposti dalle ultime leggi Finanziarie sulle società partecipate.
Norme approvate dal governo Prodi che mirano alla riduzione dei costi della politica, sulle quali però non sono poche le difficoltà interpretative.
Ad esempio, quelle sui “fini istituzionali”delle attività svolte dalle società per azioni nelle quali il Comune di San Benedetto possiede percentuali di capitale azionario.
Per tutelare la concorrenza e il libero mercato infatti la legge Finanziaria del 2008 impone agli enti locali di fare una verifica sulle attività svolte dalle loro partecipate dirette o indirette, ed entro il 30 giugno del 2009 i Consigli comunali dovranno deliberare sul mantenimento delle loro quote o sulla loro cessione.
Occorre dunque stabilire se le attività svolte riguardano la produzione di beni e di servizi “strettamente necessari per il perseguimento delle finalità istituzionali degli enti locali”. E qui si aprirà il dibattito: molte le difficoltà interpretative che stanno vivendo gli enti locali in tutta Italia, come sottolinea l’assessore al Bilancio Antimo Di Francesco.
Un altro obbligo da adempiere riguarda i consorzi non obbligatori: lo Stato impone agli enti locali di aderire ad una sola forma associativa. San Benedetto dunque entro il 30 settembre prossimo dovrà rinunciare o alla partecipazione al Consorzio Universitario Piceno (15% delle quote) o a quella all’Istituto Musicale Vivaldi (50%), pena la nullità degli atti adottati da entrambi i consorzi.
Nulla quaestio sui consorzi obbligatori Ambito territoriale ottimale idrico (9,81%) e consorzio industriale piceno (Piceno Consind, 11,23%) e per le società consortili pubblico private come il Consorzio Turistico Riviera delle Palme (41,67%).
Sempre la Finanziaria del 2008 poi prevede la soppressione delle partecipazioni azionarie a società che svolgono funzioni in tutto o in parte coincidenti con quelle svolte dall’ente. Ma per questo obbligo, però, non è stato previsto un termine temporale.
Per quanto riguarda le società controllate come l’Azienda Multiservizi (99,46%) bisogna ridurre a tre i componenti del consiglio d’amministrazione (già fatto), eliminare i gettoni di presenza e la carica di vice presidente (a partire dal prossimo Cda, fra due anni), ricorrere alla Consip per gli acquisti (da subito). Queste misure andranno accolte negli statuti societari.
Assolti gli obblighi derivanti dalla Finanziaria 2007 sui limiti ai compensi degli amministratori, commisurati alle indennità di base del sindaco o del presidente della Provincia, e sulla loro pubblicazione nei siti web dei Comuni (vedi fra i documenti allegati i compensi lordi di tutti gli amministratori delle società partecipate).

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