SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo l’incontro presso il Centro per l’Impiego di Ascoli da cui è scaturito l’accordo per la cassa integrazione della Foodinvest (in attesa della soluzione della trattativa per l’eventuale affitto dello stabilimento da parte della Green Garden) gli operai lanciano un messaggio chiaro di sfiducia verso alcuni rappresentanti del mondo sindacale.
Queste le parole contenute in una nota: «La giornata è stata movimentata ancora una volta dal comportamento di Alberto Andreani (Cisl) e Delfino Coccia (Uil), che si opponevano alla presenza al tavolo delle trattative della delegazione dei lavoratori, alcuni dei quali iscritti alle loro stesse categorie».
E poi una presa di distanza dall’atteggiamento dei rappresentanti Uila Uil e Fai Cisl che assistevano la Rsu aziendale all’incontro: «Le maestranze della Foodinvest in questi mesi di lotta atipica hanno riscontrato nei diversi tavoli di trattativa la distanza e l’incomunicabilità tra i nazionali, territoriali e provinciali delle categorie sindacali, e la base, costituita dai lavoratori che non si sentono più adeguatamente rappresentati dai vertici delle categorie».
La nota prosegue con un ringraziamento al funzionario di Confindustria Ascoli Lamberto Marchei, presente all’incontro, «che ha tutelato eccellentemente gli interessi dell’imprenditore».
«Dopo più di un ora di concitate discussioni, in cui è emerso che le altre parti in causa (Provincia, proprietà e Cgil) non erano contrarie alla presenza dei lavoratori si è finalmente dato inizio alle trattative, vista la determinazione delle maestranze che minacciavano clamorose dimostrazioni di forza».

I lavoratori smorzano poi gli entusiasmi per l’accordo sulla cassa integrazione, vista come anticamera della disoccupazione. Sostenendo anche che «il prestito a sostegno delle maestranze nei mesi di attesa dell’erogazione della cassa integrazione in realtà è solo una parte di quello che l’azienda ha risparmiato grazie all’accordo sindacale».
Sugli sviluppi futuri della trattativa d’affitto fra la proprietà e la Green Garden rappresentata da Alessandro Pignoletti, gli operai annunciano: «La famiglia Malavolta sembra aver elaborato una strategia di temporeggiamento. Crediamo che questa strategia voglia logorare l’unico imprenditore vero (Pignoletti con il suo gruppo Green Garden), ma non sarà così per la tranquillità morale di Pignoletti e per la validità del suo business plan approvato anche da Confindustria. Vigileremo affinché istituzioni e sindacati sollecitino Malavolta a tener fede a quanto dichiarato nei tavoli, a tutela dei posti di lavoro e dell’indotto».

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