SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bevanda speciale ed irresistibile: la più bevuta al mondo, la più analizzata, studiata e criticata. Il profumo inebriante e il sapore inconfondibile scandisce i vari momenti delle nostre giornate. Corto o lungo, corretto o shakerato, in vetro o in tazza, berlo è sempre un piacere. Ci manca quando siamo all’estero e ci addolora quando il medico ce lo vieta.

Il caffè è una bevanda ricca di antiossidanti oltre a una grande quantità di altri componenti (circa 900 sostanze), ma quella che più lo contraddistingue è un alcaloide: la caffeina.

Il suo contenuto in una tazza di caffè può dipendere da molti fattori: metodo di preparazione, tipo e quantità di miscela. La sua azione eccitante si protrae da una a due ore dopo averla bevuta.
In una tazzina di caffè espresso è contenuta 50-120 mg di caffeina, 60-130 mg se fatto in casa, 100-125 mg se all’americana, 2-5 mg se decaffeinato; una miscela robusta ha un contenuto 2,5 volte più alto di caffeina di una miscela arabica.

Per l’effetto svolto sui centri nervosi, il caffè è classificato tra gli “alimenti nervini” e a dosi elevate, ha proprietà antidolorifiche.

Agendo sul sistema nervoso cerebro-spinale, provoca un risveglio delle facoltà mentali, allontana la sonnolenza, la noia, la stanchezza e gli stati depressivi. Aumenta il livello di vigilanza e di attenzione, le capacità della memoria, dell’apprendimento e dell’intuizione. Facilita la percezione degli stimoli sensoriali. Migliora l’attività psicomotoria e le prestazioni atletiche.

La dose giornaliera accettabile è di 2 o 3 tazzine di caffè normale: in questo caso la bevanda esplica il suo effetto positivo. Si parla di abuso quando il consumo di caffè tocca le 6-8 tazzine giornaliere, con conseguenti disturbi come insonnia, cefalea, ansia, irritabilità e tachicardia.

Da quanto emerge dalla letteratura scientifica, se consumato in dosi accettabili, non esiste correlazione diretta tra caffè e cancro e neppure con l’ipercolesterolemia; non aumenta i rischi di osteoporosi, ne tantomeno di malattie cardiovascolari. Attenua le cefalee e le emicranie in genere e a dosi moderate può essere utile in alcune condizioni allergiche ed asmatiche.

Si suggerisce di vietarlo ai bambini, farne un uso moderato in gravidanza e, in caso di ipertensione o problemi cardiocircolatori, è giusto attenersi alle prescrizioni mediche.

Un caffè dopo il pranzo aiuta la digestione, perché favorisce la secrezione gastrica, (motivo per cui è controindicato in casi di ulcera e gastrite cronica) e dei succhi biliari, aumenta la peristalsi intestinale ed agisce sulla diuresi; se preso prima dei pasti, riduce l’appetito.

Il cappuccino ha la proprietà di bloccare l’appetito perché, con la temperatura, l’acido tannico del caffè si combina con la caseina del latte, dando luogo al tannato di caseina, composto difficile da digerire.

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