MARTINSICURO – La questione della sicurezza sociale torna prepotentemente alla ribalta a Martinsicuro dopo l’episodio di stupro di una giovane di 29 anni che è stata aggredita, picchiata e violentata da un romeno clandestino di 45 anni, in seguito rintracciato e arrestato dai Carabinieri.

Un fatto molto simile ai tanti che la cronaca nazionale racconta quotidianamente, e che si ascoltano quasi distrattamente, assuefatti dall’abitudine e dal pensiero che si tratta di realtà lontane che forse nemmeno ci riguardano. Poi quando la violenza la si trova improvvisamente dietro l’angolo, allora si resta spiazzati, increduli, e sgomenti per quella vita violata che è stata aggredita nel proprio paese, a due passi da casa.

La rabbia dei cittadini si avverte nei commenti quotidiani sull’accaduto, nell’esasperazione verso continui episodi di microcriminalità che si susseguono nel territorio e che vengono riportati dalle cronache locali. Il dito è puntato verso i circa 3mila stranieri che risiedono a Martinsicuro: molti regolari, con un lavoro, una famiglia e una vita onesta, ma tanti altri clandestini senza lavoro che vanno ad alimentare il sottobosco dell’illegalità, di cui furti, droga e prostituzione sono i componenti principali. Ma l’illegalità a Martinsicuro è spesso anche alimentata dai residenti, attraverso una forma di tacita connivenza che permette il proliferare di affitti irregolari nelle migliaia di appartamenti che in molte zone si riempiono solo d’estate e che nei restanti mesi sono invece centri vitali per rifugio di clandestini, spaccio di droga e prostituzione.

A pochi giorni dall’accaduto ci si interroga su cosa fare: il sindaco Di Salvatore ha già chiesto attraverso un incontro qualche settimana fa in Prefettura di potenziare la locale caserma dei Carabinieri con almeno un paio di unità, e sta vagliando l’ipotesi di un impianto di videosorveglianza nelle zone maggiormente critiche della città. Ma nell’attesa di una risposta certa da parte della Prefettura e della disponibilità di fondi per l’acquisto dell’impianto, i cittadini chiedono che non si resti ancora a guardare e che si cominci intanto ad utilizzare al massimo quelle risorse che attualmente si hanno a disposizione per arrivare ad un obiettivo riassumibile in un’unica parola: controllo.

Controllo dei documenti per strada, della regolarità degli affitti, e di tutte le segnalazioni che qualsiasi cittadino può fare ai Carabinieri o alla Polizia Municipale su presunte situazioni losche. Percepire una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, oltre che a restituire una parte di quella sicurezza perduta nei martinsicuresi, disincentiva anche lo svilupparsi dell’illegalità. Se Martinsicuro su una popolazione di 17 mila abitanti ha 2775 residenti stranieri – mentre San Benedetto su 47mila abitanti ne conta circa 2200 -, se in base ai dati Eurispes 2007 ha avuto nel territorio un dato maggiore di episodi criminali rispetto a città più popolose come ad esempio Giulianova, è forse perché nella località truentina nel corso degli ultimi anni le amministrazioni che si sono succedute non hanno saputo monitorare il territorio e impedire che la situazione degenerasse fino ai livelli attuali.

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