25 aprile. Si celebra il giorno della Liberazione. Festeggiamo tutti una data importantissima, 63 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Non a caso, credo, il movimento di Beppe Grillo si riunisce proprio oggi a Torino ed in moltissime piazze italiane per rivendicare diritti che, da quel giorno, sarebbero tornati ad essere semplicemente naturali per una società civile o civilizzata.
Un inizio che nel tempo ha avuto ricadute e deterioramenti epocali: brigate nere e rosse, tangentopoli, lobby prepotenti, malavita organizzata imperante sotto diverse forme, più o meno violente, in tutta Italia.
Per questo motivo mi auguro che le rivendicazioni odierne dei “grillini” riescano a determinare pacificamente un cambio di rotta che, se non avverrà, porterà ben presto a quanto ha scritto alcuni giorni fa su L’Espresso un certo Giampaolo Pansa. Titolo del suo articolo: Attenti alle pistole.
E’ un motivo, seppur non il solo, che può aiutarci a non sottovalutare un movimento popolare che avrà anche pecche più o meno evidenti perché anch’esso composto da uomini o perché non potrà mai sostituirsi al potere attuale. Le loro richieste sacrosante vanno utilizzate da chi comanda e non rifiutate per mantenere privilegi che in caso contrario finirebbero egualmente ma… in modo diverso. La storia insegna o almeno dovrebbe.

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