SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non ha trovato concordi le associazioni dei ristoratori al regolamento del sindaco di New York, Michael Bloomberg, che ha disposto per le grandi catene della ristorazione americana, come McDonald’s, Dunkin’ Donuts e Starbucks l’obbligo di esporre sui menù il numero delle calorie dei loro prodotti.

L’iniziativa nasce dalla necessità di aiutare i newyorkesi ad avere una maggiore consapevolezza di quello che mangiano.

Se alcune catene nazionali hanno subito aderito all’iniziativa, altre associazioni, con il timore che i profitti possano essere minacciati, hanno manifestato il loro dissenso. Sembra eccessivo che le calorie debbano essere fornite per legge – commenta il portavoce della associazione ristoranti Chuck Hunt; McDonald’s, Burger King ed altri ribattono, invece, che le informazioni relative alle calorie sono già disponibili online e non c’è alcun bisogno, quindi, di stamparle sul menù.

Non la pensa così il giudice del Southern District di New York, Richard Holwell, in quanto asserisce che la normativa dovrebbe avere un effetto “culturale“, in quanto permetterebbe ai clienti di scegliere cibi o portate che abbiano meno calorie con ripercussioni positive, a lungo termine, sull’obesità che rappresenta, un serio problema sanitario non solo per i cittadini newyorchesi ma per la stragrande maggioranza del popolo americano.

Sono le minoranze e i più poveri, i più a rischio diabete, ipertensione e cardiopatie – secondo il Times- in quanto rappresentano i più assidui frequentatori di fast-food.

Che l’iniziativa rappresenti un’opportunità educativa non ci sono dubbi e quali risvolti avrà, lo si vedrà in futuro.

Anche in Italia un simile provvedimento sarebbe opportuno e non solo nei fast-food. In fondo anche nel nostro Paese le patologie legate ad errata alimentazione sono in continua crescita, ma sappiamo che, spesso, la popolazione non accoglie le informazioni e i messaggi che ogni giorno vengono sollecitati dagli organi preposti e dai mass media ( vedi campagna contro droga, fumo, alcol, sicurezza sul lavoro, sicurezza sulle strade, risparmio energetico, prevenzione sanitaria e altro…). A volte l’atteggiamento è di totale indifferenza. Sembra che il problema non ci riguardi. Eppure facciamo parte di questa società che lancia dei segnali di grave malessere a cui siamo tenuti a rispondere prima che sia troppo tardi.

E che non si venga a dire : ” Io non lo sapevo! “.

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