SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tutti travolti dalla Tarantella d’Amore di Ambrogio Sparagna, venerdì sera alle 21,30, tra la cornice palmizia della rotonda di viale Buozzi. Uno spettacolo ispirato e dedicato alla musica e ai balli popolari dell’Italia centro-meridionale: tarantella, pizzica, tammurriata e saltarello, in cui il pubblico sarà chiamato a ballare e cantare.
Virtuoso dell’organetto e autore di saggi e documentari sulle tradizioni musicali del nostro Paese, Sparagna ha fondato, nel 1976, la prima scuola di musica popolare contadina in Italia presso il Circolo G. Bosio di Roma.

Del 1984 è invece il progetto di un’orchestra di organetti, la Bosio Big Band che dopo qualche anno sale alla ribalta con un’opera folk originale: Trillillì, Storie di magici organetti ed altre meraviglie, una sorta di favola in musica. A questa prima opera ne segue Giofà il servo del Re (1992) e la cantata Voci all’aria, prodotta per RAI Radio Tre.

Nel 1996, l’opera La via dei Romei che vede Francesco De Gregori nel ruolo di cantastorie, ottiene un ampio successo al Grand Prix Italia e ne consacra il successo nazionale. L’anno successivo collabora a propria volta come musicista con De Gregori, nel doppio album La valigia dell’attore.

Ancora una collaborazione importante quella con Giovanni Lindo Ferretti, con cui incide ben due album: Attaranta. Tradizione/Tradimento (2002) e Litania, un oratorio sacro presentato in diretta radiofonica alla Cappella Paolina del Quirinale.

Nel biennio 2004-2006 è stato Maestro concertatore del festival di musica popolare salentina La Notte della Taranta.

Nel 2006 è stato nominato Consulente per la musica popolare nella Commissione Ministeriale per la tutela e promozione delle tradizioni popolari dal Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli.

Come etnomusicologo infatti, viaggiando attraverso l’Italia, si è occupato insieme a Diego Carpitella, di rilevare i tesori della cultura musicale popolare, per studiarli, catalogarli, ma soprattutto salvarli dall’oblio.
A Sparagna va il merito per l’impegno a preservare, pur nelle reinterpretazioni, un patrimonio che deve essere tutelato e tramandato attraverso le generazioni.

Un grande musicista che venerdì metterà in scena una festa, quella del popolo che si riunisce e viaggia nel tempo e nel ricordo delle sue origini.

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