RIPATRANSONE – L’ambone è stato commissionato dalla famiglia Illuminati in memoria del padre Filippo e sarà presentata alle ore 11,15 nella chiesa ripana.

Genti Tavanxhiu
ha realizzato l’opera da un unico blocco di travertino di color noce, definendo un lineare cilindro dal quale esce maestoso un angelo.
La forma dell’ambone anziché essere quadrata secondo l’iconografia tradizionale è rotonda e richiama l’aspetto di un enorme uovo che simboleggia per lo scultore la vita, il senso dell’attesa e dello stupore della creazione. Dalla pietra levigata e liscia al tatto che rappresenta il guscio, esce trionfante l’Angelo che sembra solo frenato nel suo avanzare verso i fedeli, dal vento, dalla resistenza dell’aria che fa aderire al corpo la sua veste.
Il panneggio della tunica dell’angelo con le sue intricate pieghe maschera la nudità del corpo, ma al tempo stesso esprime il senso di drammaticità: la Parola che irrompe nel silenzio scuote le coscienze e spezza la quiete, ma è anche capace di donare serenità.
I capelli sollevati dalle spalle, sono fluenti e suggeriscono il movimento del vento e danno dinamicità alla struttura in pietra.
Lo scultore ha ricavato un profondo incavo dietro il collo dell’angelo che crea una zona d’ombra per esaltare la luminosità dei tratti del volto della figura angelica.
L’espressione benevole del viso dell’angelo è ottenuta con una sapiente tecnica di trattamento della superficie della pietra porosa che dona eleganza alle fattezze ricavate nel travertino.
L’angelo nella sua gestualità richiama lo schema della figura del Pantocrator, seppure interpretato in modo personale dall’artista: con la mano destra regge la Lettera cioè la scrittura del Vangelo, con il gesto della mano sinistra indica il cielo. Nel particolare le tre dita unite simboleggiano la Santissima Trinità, mentre le altre due stanno ad indicare le due nature di Cristo, uomo e Dio, perché formano secondo la tradizione della Chiesa ortodossa il monogramma greco di Cristo (Jesous Christos).
Nel movimento del braccio sinistro, il panneggio della veste sale oltre la spalla e si collega alla struttura cilindrica dell’ambone con un motivo di pieghe che evoca l’immagine di una saetta e rimanda all’arte orientale dei Balcani da cui proviene l’autore.

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