TERAMO – Anche in provincia di Teramo sarà possibile venerdì 25 aprile partecipare alla raccolta di firme del V2-Day per una “Libera informazione in libero Stato” e la proposta di tre referendum: l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti – presente solo in Italia – istituito nel 1925 da Mussolini, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione della legge Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.

Alba Adriatica (Piazza del Popolo), Atri (Piazza Duomo), Giulianova (Piazza Fosse Ardeatine), Roseto (Lungomare – davanti Pineta Celomi), Teramo (Corso San Giorgio, Libreria La sapienza), sono le città nelle quali saranno posizionati i banchetti per la raccolta delle firme che sarà possibile depositare nell’arco dell’intera giornata.

In base alla classifica annuale stilata da FreedomHouse – l’Istituto di ricerca americano che ha come obiettivo la promozione della democrazia liberale nel mondo – nel 2007 l’Italia figura al 64mo posto per la libertà di stampa, indicata nel rapporto come “parzialmente libera”, dietro a paesi come il Ghana e il Sudafrica e immediatamente precedente al Cile e a Hong Kong: un dato sconcertante che ci equipara a stati dittatoriali e sottosviluppati del Terzo Mondo.

Il V2-Day, organizzato da Beppe Grillo proprio nella giornata in cui si commemora la Liberazione dal regime fascista, vuole simbolicamente rappresentare lo spezzare le catene della condizione servile di mezzi di informazione come tv e giornali nazionali, che da troppo tempo ormai sono condizionati dalle pressioni dei rispettivi partiti politici di appartenenza.

La protesta di Grillo non vuole essere un attacco diretto ai giornalisti, molti dei quali svolgono un servizio di informazione impeccabile anche a discapito dei propri interessi, bensì contro l’ingerenza della politica nell’informazione. E se a molti l’iniziativa del 25 aprile del V2 -Day appare unicamente come pretenziosa, populista e demagogica, che il sistema informativo italiano sia da riformare e che bisogna prendere atto di una situazione non palesemente indipendente degli organi di stampa, è stato ribadito anche dallo stesso sindacato dei giornalisti.

«Non abbiamo certo aspettato Grillo per porre alcuni problemi e non ci convincono alcune sue risposte. Più che l’abolizione dell’Ordine siamo per una riforma radicale. Più che la cancellazione dei contributi pubblici siamo convinti che sia necessario ridurre certe clientele»: con queste parole Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana è intervenuto in merito alle celebrazioni per il centenario dalla costituzione della federazione, che si terrà a Roma mercoledì 23 aprile. Ossia due giorni prima del V2-Day sulla “libera informazione in un libero stato”. Segno che anche tra gli stessi giornalisti c’è la consapevolezza dell’esistenza nel proprio lavoro di limiti e condizionamenti imposti non solo da ragioni politiche ma anche da grandi sistemi economici (banche, industriali) che solo pilotando l’informazione e dando indicazioni per la costituzione di una opinione pubblica non ostile, hanno la possibilità di procedere in operazioni finanziarie non sempre nell’ottica della totale trasparenza.

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