CASTEL DI LAMA – Con una semplicità e umiltà che non ci si aspetta da un artista di questo spessore, Vittorio Amadio ha accolto, nella sua bottega, i ragazzi del progetto Parnaso promosso dalla regione Sardegna. Govedì 3 aprile è avvenuto il primo incontro tra i partecipanti allo stage e l’artista di Castel di Lama. Successivamente, Antonio Congiu, artista cagliaritano ha decorato nell’atelier di Amadio, un vaso precedentemente realizzato nella bottega artigiana Bozzi di Montottone.

Presso la sala d’arte di Vittorio Amadio, a piano terra c’è infatti il laboratorio dove si realizza la fase di preparazione delle opere. Al piano superiore, trova posto il museo privato, docve si possono ammirare le opere di Vittorio Amadio, di sua moglie Marisa Marconi, oltre che di Peschi, Mastroianni, Dechirico, Bragaglia, Bay, e tutti i più importanti artisti del futurismo e della transavanguardia. Il museo è cresciuto con il tempo, attraverso l’acquisto e lo scambio delle opere che oggi costituiscono una fornita collezione privata.

Amadio fian da giovane ha sempre svolto lavori umili, mantenendo il suo spirito libero. Dal 1976 si dedica all’arte a tempo pieno, aprendo così studi in America, a Roma, ad Ascoli, fino a ritirarsi oggi più in periferia, a Castel di Lama appunto. Si dichiara “innamorato dell’arte”, e tra i suoi obiettivi c’è quello di conservare la memoria storica degli artisti di tutto il nostro territorio attraverso un catalogo dove cercherà di accogliere tutte le loro opere.

Riguardo le sue creazioni l’artista afferma: «L’arte dura un momento, le mie opere devono essere istintive, prive di progettazione, altrimenti perderebbero di impulsività e di espressività».

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