SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bernard Tschumi disegnerà il futuro del Ballarin dopo la sua demolizione. Lo farà dopo che il Comune formalizzerà la donazione modale dell’area del vecchio stadio alla Fondazione Carisap.

A quel punto l’architetto franco-svizzero scelto dalla Fondazione incontrerà il sindaco Giovanni Gaspari, lo staff tecnico del Comune e la responsabile del nuovo Piano regolatore Luigina Zazio.
Fra demolizione e lavori di costruzione, la grande opera architettonica «che dovrà dare lustro al sud delle Marche» vedrà la luce entro il 2012.

Cosa sarà? Lo deciderà Tschumi, a cui è stata data carta bianca, vincolata però al parere del Comune.Su questo il presidente della Fondazione Vincenzo Marini Marini vuole puntualizzare: «Abbiamo evitato di fare un concorso di idee per il progetto perché non volevamo trovarci a scegliere una soluzione determinata e proporla al Comune mettendolo così di fronte a un fatto compiuto. L’ultima parola, invece, starà proprio al Comune, verso cui nutriamo il più profondo rispetto. Tschumi è entusiasta del lavoro che lo attende. Lui è noto per fare opere che si sposano con i contesti geografici, usando materiali innovativi».
I paletti che mette la Fondazione sono il mantenimento della proprietà sull’opera e il suo uso pubblico. E poi chiede al Comune di formalizzare la donazione modale entro il 30 settembre.
Gaspari, durante l’inaugurazione del centro polifunzionale della Caritas, ha assicurato Marini Marini: «Sarà formalizzata anche prima».
La Fondazione ha spiegato di voler coinvolgere nei lavori le imprese del territorio. Il budget si aggira sui dieci milioni di euro e la Fondazione pagherà l’investimento con un mutuo trentennale. Durante i lavori il cantiere sarà perennemente visibile ai cittadini anche tramite una web cam, assicura Marini Marini.

Fra i documenti allegati alcune immagini in formato pdf delle opere di Bernard Tschumi

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