Dal settimanale Riviera Oggi numero 723
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il più grande problema per una donna incinta è senz’altro quello di dover camminare o stare in piedi troppo a lungo. Per questo molti Comuni tra cui San Benedetto hanno istituito i parcheggi rosa, riservati a donne in dolce attesa. Si trovano in ventiquattro zone della città in prossimità delle farmacie, delle cliniche ospedaliere e dei grandi supermercati.
In realtà però dopo quasi un anno dalla loro istituzione ci si è resi conto che tali parcheggi sono del tutto inutili se il Comune non fornisce contrassegni alle donne incinte da mettere in vista sulle proprie auto, come succede invece per i disabili.
E visto che non si tratta di un tipo di sosta prevista dal codice della strada il rispetto dei posti riservati rimane prerogativa del singolo automobilista e del suo senso civico e nessuno controllerà se quei posti verranno effettivamente occupati da mamme in attesa.
Ma molte future mamme lamentano di trovare questi posti sempre occupati e – ci spiega Valentina, in attesa di una bimba per giugno – «non proprio raramente ci si accorge che l’autista della vettura è un uomo. Difficile pensare che sia in dolce attesa».
E i parcheggi rosa in prossimità degli ospedali? Lì il posto non c’è mai e a volte si vede la stessa auto parcheggiata lì per giorni.
«Stessa cosa – spiega Alessandra – succede in Viale de Gasperi davanti a uno studio analisi. Quella è zona a disco orario e i parcheggi non sono sufficienti per i residenti, quindi il primo che lo trova libero ci lascia la macchina anche per qualche giorno».
Alessandra ha partorito il mese scorso. Quali sono le maggiori difficoltà che ha incontrato muovendosi in città nell’arco della sua gravidanza? «Sinceramente io facevo molta fatica a camminare alla fine, perché non ho avuto una gravidanza felicissima. Ma non ho i miei genitori vicino e ho un altro bambino di tre anni, quindi ero costretta a fare da sola le commissioni quotidiane o la spesa. Fare la coda in banca, alla posta o in farmacia sinceramente mi affaticava. Nei grandi supermercati, come all’Ipercoop, c’è una cassa preferenziale, anche se non sempre funziona, ma negli altri luoghi non è così. Ricordo che per fare un cambio di residenza al Comune ho atteso quasi due ore perché c’era molta gente davanti a me. Certo che una corsia preferenziale per donne incinte, per disabili e anziani sarebbe una bela cosa».
Qualche donna lamenta la mancanza di posti riservati nei mezzi pubblici, tra cui Elisiana che non avendo l’auto deve prendere l’autobus alle 7,40 per recarsi al lavoro, «proprio nell’ora in cui i mezzi sono pieni di studenti – dice – e non pensate che qualcuno si alzi per farti sedere». Ancora Alessandra racconta che per lei nell’ultimo mese era diventato quasi impossibile andare in macchina, «perché spesso in città il manto stradale è dissestato e ogni sobbalzo che l’auto faceva mi provocava dolori. In realtà non mi ero accorta di quante buche e dossi ci fossero in città prima di essere incinta».
NOTE POSITIVE Elisiana dice che «una delle cose che funzionano è che sia al Cup sia al laboratorio analisi dell’ospedale civile le donne in gravidanza hanno la precedenza, e non è poco visto che abbiamo continuamente visite ed esami. Anche i consultori funzionano bene, la nostra è una delle poche Asl che fa i corsi preparto gratuiti, mentre in tante altre zone sono a pagamento».

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