Dal settimanale Riviera Oggi numero 723

RIPATRANSONE – Una demolizione portata a termine e una situazione di possibile pericolo che verrà subito monitorata per evitare ogni possibile rischio per la salute.
Stiamo parlando di due immobili nel Comune di Ripatransone con strutture in eternit, il famigerato cemento amianto usato per decenni nell’edilizia, potenzialmente dannosissimo alla salute se deteriorato.
Il sindaco Paolo D’Erasmo, interpellato da Riviera Oggi, rassicura i cittadini: «Un anno fa ho dato ordine all’Ente Regionale per l’abitazione pubblica di smantellare la copertura in eternit e bonificare un’area in contrada Fonte Abeceto. Si tratta del capannone che ospitava l’ex Ripana Mobili, dove c’era presenza di fibre di amianto. E ora al suo posto sorgeranno degli appartamenti di edilizia pubblica».
La bonifica è stata effettuata dalle ditte incaricate dall’Erap e il vecchio immobile è stato demolito alcune settimane fa. Tempo addietro era parzialmente crollato per la neve.
E il cartello “Attenzione, amianto” apposto sul cancello del cantiere? Niente paura, la bonifica è stata già conclusa, ci conferma il geometra Maurizio Simonetti dell’Erap di Ascoli.
VALTESINO, QUELLA VECCHIA FABBRICA… Per una situazione risolta, ce ne sono altre che meritano senza dubbio di essere monitorate sul territorio molto ampio del Comune di Ripatransone.
Segnaliamo al sindaco D’Erasmo la presenza di un capannone abbandonato, in condizioni pessime, in zona Valtesino, vicino alla località offidana di Santa Maria Goretti.
Si tratta di una vecchia fabbrica incendiata, coinvolta in un fallimento, la cui ristrutturazione è andata per le lunghe a causa di una lenta procedura giudiziaria. La tettoia in eternit è parzialmente crollata, non proprio un bel vedere.
D’Erasmo ci rassicura così: «Faccio tesoro della vostra segnalazione, faremo una verifica congiunta con i tecnici sanitari della Asur. Siamo a conoscenza della situazione, ma va detto che le abitazioni sono distanti centinaia di metri da lì. Se sarà verificata una situazione a rischio non esiteremo ad ordinare la rimozione dell’eternit e la bonifica del luogo».
Proprio le fabbriche abbandonate, i reperti di archeologia industriale di cui è pieno il nostro territorio, sono gli immobili più a rischio eternit. Nelle aziende che lavorano, la certificazione della salubrità degli ambienti è compito dei responsabili della sicurezza degli operai, coloro cioè che vigilano sull’applicazione della legge 626.
Ma nelle fabbriche chiuse? Abbandonate a se stesse, le coperture e le strutture in cemento amianto sono lasciate al degrado. E spesso sono proprio i cittadini che possono e devono fare segnalazioni alle autorità (Comuni, Polizia Municipale, Asur) e richiedere le verifiche sanitarie di legge sulla eventuale dispersione di fibre di amianto nell’aria. E’ un loro diritto.

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