GROTTAMMARE – Come è naturale, dopo le elezioni si tirano le somme, facendo commenti in base alle proprie esperienze e visioni. Non si tira Daniele Voltattorni (non riconfermato consigliere comunale per il “Popolo della Libertà”), che prende in considerazione il fatto che “Solidarietà e partecipazione” abbia si riscosso il 46% delle preferenze, ma anche che «il riconfermato sindaco di Grottammare, a differenza del suo primo mandato, trova un consiglio comunale nel quale l’opposizione, nel suo insieme, rappresenta la maggioranza assoluta dei grottammaresi. Di questo dovrà tenere conto nei 5 anni di governo che gli si prospettano, evitando certe disinvolture che invece hanno caratterizzato alcuni passaggi nello scorso lustro».

Complimenti vanno a “Grottammare futura“, che ha totalizzato il 15% delle preferenze, portando in consiglio comunale due membri, «segnale inequivocabile di un buon lavoro eseguito non solo nel corso di una campagna elettorale ben pianificata, ma anche di un’accurata scelta dei candidati».

Non lo stesso giudizio per “Il popolo di Grottammare” che, secondo Voltattorni, «subisce la propria impreparazione, che si è evidenziata fin dai suoi primi passi, avendo cambiato almeno tre candidati sindaco ufficiali nel giro di pochi giorni. Il risultato di uno scarso 4% discende direttamente da una maldestra improvvisazione con la logica conseguenza di non ottenere l’elezione a consigliere comunale nemmeno della candidata sindaco».

Il Popolo della Libertà” invece, rispetto al 2003, ha perso 509 voti che, in presenza di un aumento di mille votanti è una cifra non indifferente e «soprattutto non spiegabile con la sola presenza di due candidati sindaco in più o con le difficoltà organizzative della campagna elettorale, peraltro superate solo grazie allo stoico impegno di alcuni dei candidati». Continua Voltattorni: «In un contesto simile, con un elettorato attento, polarizzato e partecipe, la vittoria di Merli è spiegabile con il fatto che in lui si vede il Veltroni o il Berlusconi locale. Quest’ultimo forse anche di più, vista la preponderanza dello stesso nelle urne di Grottammare che è la stessa Grottammare che ne ha determinato la rielezione».

Da Voltattorni viene anche una che può essere considerata un’autocritica: «Viceversa il centrodestra, in mancanza di una guida alla stessa altezza e soprattutto di un gruppo ben organizzato che la supporti, perde credibilità e sconta il proprio consenso. Per uscire da questa situazione il centrodestra grottammarese è obbligato a riflettere e a cambiare strada, anziché accanirsi sempre nella stessa direzione, prendendo coscienza dei propri limiti, difetti ed errori ponendovi umilmente rimedio con onestà, responsabilità, impegno e serietà».

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