SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tra le tanti analisi post-elettorali, spicca, probabilmente, anche stavolta, quella lanciata da Beppe Grillo sul suo blog. Certo, i toni sono quelli del fustigatore che apre, anche, scenari apocalittici. Tuttavia Grillo ha il merito di proporre una visione totalmente alternativa ai tanti commenti di politici o giornalisti che, in qualche modo, sono interni al sistema comunicativo; e che, purtroppo, spesso appaiono imbolsiti e paludati. Preferiamo, quindi, che, se i nostri lettori lo desiderano, i commenti sul risultato elettorale partano da questo sferzante attacco.
Era l’autunno del 2007. Testa d’Asfalto regalava la pasta a un centinaio di pensionati in periferia di Milano. Fini e Casini lo avevano abbandonato. Una vecchia gloria sul viale del tramonto. Topo Gigio ha fatto il miracolo. Il suo primo atto politico è stato di riesumare una salma politica. Vi ricordate la foto della stretta di mano tra i due dopo una conversazione strettamente privata sulla nuova legge elettorale? Sembravano Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano. Lo psiconano aveva un’aria incredula. Non poteva immaginare che i pidini fossero così coglioni.
C’era allora un governo di centro sinistra formato da piccoli partiti. Nessuno fu interpellato da Topo Gigio su una legge che li avrebbe fatti scomparire. Topo Gigio è stato il miglior alleato del PDL. Ha fatto cadere il Governo: lui, non Mastella. Ha perso le elezioni in modo disastroso. Ha cancellato la sinistra e i verdi. Si può fare. Se fossi Berlusconi lo farei vice presidente del Consiglio. Meglio comunque un vero nemico che un falso amico. L’indulto, Mastella alla Giustizia, la mancata cancellazione delle leggi ad personam, l’isolamento di De Magistris e della Forleo a chi li dobbiamo? Che differenza c’è stata tra il quinquennio berlusconiano e il biennio prodiano?
La legge elettorale è incostituzionale. Ci hanno trattati come bestie che possono fare solo una X su un simbolo. E la X l’abbiamo messa lo stesso perché siamo condizionati da mezzi di informazione anti democratici. Rappresentano gruppi di interessi. Chi li controlla, controlla il Paese

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