Il titolo “Sinistra egemone” riproduce semplicemente ed esattamente l’iter governativo di un Comune che alcuni anni fa, con l’avvento di Massimo Rossi, trovò il suo degno profeta.
Profeta che ha fatto carriera lasciando però una forte impronta sul popolo grottammarese (è forse esagerato dirlo ma secondo me la realtà è questa) che pende dalle sue labbra.
Normale che il “suo candidato” parta con determinanti punti di vantaggio. Normale anche che, con il tempo, i consensi diminuiscano dopo la maggioranza bulgara ottenuta dall’attuale presidente della Provincia prima e e quella assoluta ottenuta da Merli cinque anni fa. Succede anche ai grandi allenatori di calcio quando restano troppo tempo nella stessa squadra. La controtendenza consiste nel fatto che da qualche tempo le fazioni politiche si alternano al potere. Geniale probabilmente, come ci ha scritto un lettore, dare alla lista non il nome di un partito ma un un significativo concetto: solidarietà e partecipazione.
Che poi il neo sindaco abbia meritato il bis conferma la tesi di molti sulla validità delle scelte di Rossi, del quale si può dire tutto men che non voglia bene alla sua città.
Occorre anche dire che il successo è stato meno eclatante perché aveva più avversari e con buonissime carte in mano. La Concetti era ancorata ad un Pdl straripante a livello nazionale, Mariani incarnava l’anti politica, quella di un signore molto stimato sceso in piazza su acclamazione di un nutrito numero di suoi concittadini. Alla quarta candidata, la Lisciani, restavano solo le briciole. Così è stato.
Concludo con una mia sensazione ed una protesta da elettore grottammarese: se si fosse votato conoscendo il risultato delle politiche, il dislivello tra Merli e gli altri sarebbe stato minore. Se il sottopasso di zona Ascolani che, da via Alighieri porta al mare, non viene reso meno “scandaloso”, prima o poi… mi incateno.

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