SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla ripresa degli allenamenti, incontriamo un Guido Ugolotti sereno e determinato, con la mente e il cuore verso la parte più rovente del già caldo finale di stagione

Domenica contro il Potenza molti non hanno compreso la sostituzione di Cia, che era stato uno dei migliori, al contrario di Curiale, visibilmente non al meglio e in giornata no.
«Nemmeno Cia era al meglio e mi sembrava affaticato, visto che era stato male in settimana e come Curiale aveva giocato in Nazionale».

Perchè mettere Alfageme esterno destro e non magari Soddimo? Non sarebbe stato meglio mettere l’argentino prima punta a posto di Curiale e lasciare Cia in campo?
«Voglio precisare che non avevo chiesto ad Alfageme di giocare esterno destro. Visto che la difesa del Potenza faceva un gioco molto maschio, volevo due attaccanti forti fisicamente che facendosi rispettare in area di rigore, avrebbero dato la profondità che fino a quel momento era mancata alla squadra. Io avevo chiesto ad Alfageme di fare la punta, giocando molto vicino a Curiale, ma le squadre si sono allungate e Luis si è ritrovato giocoforza a fare l’esterno di centrocampo».

Tutti si sarebbero aspettati una partita meno complicata col Potenza.
«Ero sicuro che sarebbe stata durissima. Quella di Arleo è una squadra che si difende molto bene in trasferta: si pensi che tre domeniche fa la Lucchese, quinta in classifica, è riuscita ad avere la meglio sui lucani soltanto al 96esimo minuto. E’ vero anche che non siamo stati brillanti come di solito accade al Riviera: non eravamo fenomeni prima, ma nemmeno siamo scarsi adesso. Abbiamo trovato un avversario che non ha giocato, ma che è stato bravo a non farci giocare: ci pressavano a tutto campo, costringendoci a far partire l’azione dalla difesa e facendo risultare le nostre azioni prevedibili».

Si dice che per via delle penalizzazioni il Lanciano sarà retrocesso all’ultimo posto o nella migliore delle ipotesi al quintultimo (ultima poltrona dei play-out, attualmente occupata dalla Massese). In questo caso Samb, Potenza e Massese potrebbero essere già salve.
«Questi discorsi non mi interessano minimamente: io voglio salvarmi sul campo. Non è bello salvarsi a tavolino, come la Massese che senza i tre punti dello 0-3 di Taranto (nel giorno della morte dello sfortunato tifoso della Lazio, Gabriele Sandri, i tifosi jonici costrinsero l’arbitro a sospendere la partita, ndr) sarebbe sicuramente condannata ai play-out».

Domenica c’è proprio Massese-Samb.
«E’ vero che abbiamo a disposizione due risultati su tre, ma l’avversario è alla nostra portata e andremo in Toscana per vincere, in modo tale da evitare di doverci giocare tutto nelle ultime due partite contro un Ancona che verrà qui a giocarsi il primo posto e contro una Sangiovannese che vorrà vincere per ottenere una posizione migliore nella griglia dei play-out».

Con la Massese c’è un precedente favorevole che la riguarda…
«Nella stagione 2005/06 allenavo l’Acireale e in Toscana battemmo la Massese 0-1 grazie ad un gol proprio di Alfageme. Chissà che la storia non possa ripetersi…».

A San Benedetto sono ammessi scongiuri.

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