SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Vogliamo dare la possibilità a tanti minori che vivono in condizioni familiari disagiate di poter avere una “famiglia in prestito”».
L’assessore alle Politiche sociali, Loredana Emili, spiega qual è l’obiettivo finale, lontano ma non irraggiungibile, del convegno, “Violenza intra familiare e minori: aspetti giuridici e modalità di intervento” che si svolgerà venerdì 18 e sabato 19 aprile all’Auditorium comunale di San Benedetto.
Una due giorni di incontri e conferenze volta alla conoscenza (e alla presa di coscienza) delle problematiche collegate al disagio minorile, promossa dalla Croce Rossa Italiana di Ascoli Piceno, dall’Ufficio Minori della Questura di Ascoli Piceno e dalla Comunità per Minori “Santa Gemma”.
«Lo scopo di questo convegno – ha dichiarato Patrizia Carosi, dirigente della Divisione Polizia anticrimine – Ufficio Minori della Questura di Ascoli Piceno – è quello di avvicinarsi ai problemi dei minori. Qui tratteremo la violenza in generale, non solo quella sessuale o fisica, ma anche e soprattutto quella psicologica».
Dunque un ampio spettro di problematiche verranno messe sotto la lente di ingrandimento nel corso dell’incontro che si aprirà con l’intervento della dottoressa Maria Sellitti, direttrice di “Santa Gemma”, intervento insolitamente posto a inizio convegno, nonostante la Comunità sia l’ “ultima spiaggia” per il minore, l’ultima tappa di un iter complesso e tortuoso. «La Comunità – sottolinea la stessa Sellitti – è impegnata quotidianamente con il disagio estremo dei ragazzi. Il mio auspicio personale è che incontri come questo possano portare a nuovi spunti di riflessione e a nuove soluzioni».
Un convegno che non nasce per riempire il vuoto di due giornate, ma che è la diretta risposta di una crisi della famiglia che si avverte ogni giorno di più nel territorio. «Il Comune di San Benedetto a questo proposito – ha sottolineato la Emili – ha proposto un progetto circa venti giorni fa e di cui è stato già firmato il protocollo iniziale, che propone la possibilità di espletare affidi temporanei ai minori, naturalmente dopo che la famiglia affidataria avrà seguito un percorso programmato e definito».

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