SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riceviamo e pubblichiamo dalle maestranze della Foodinvest di San Benedetto


Colleghi della Marollo,
sentiamo l‘esigenza di scrivervi questa lettera affinché venga fatta chiarezza sulle motivazioni che hanno animato le nostre iniziative di lotta, beninteso rivolte esclusivamente contro il nostro comune nemico: la famiglia Malavolta.
Questa famiglia di imprenditori, con un gioco di “scatole cinesi” ha irrimediabilmente legato il destino delle nostre aziende, in modo tale che la sopravvivenza dell’una potrebbe comportare la cessazione dell’attività dell’altra.
Noi lavoratori dell’ex Surgela, condividiamo le vostre ansie e le vostre paure riguardo alla possibile perdita del posto di lavoro e vi garantiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà per qualsiasi azione di lotta vogliate intraprendere contro questi predatori delle risorse territoriali del piceno.
Al nostro orizzonte si è presentata una cordata di imprenditori credibili e di buona fama, con un piano industriale serio per la rivalutazione del territorio piceno, sostenuto dalla forza delle idee e da una spiccata capacità imprenditoriale.
Questo piano industriale trova il consenso della politica, delle istituzioni e della Confindustria, pertanto noi lavoratori esigiamo che venga data la possibilità a questo gruppo di imprenditori di operare nel nostro territorio al fine di rivalutarlo con benefici per tutti, con un probabile rapporto di sinergia fra i nostri stabilimenti.
Riteniamo nostro inalienabile diritto la difesa di questo progetto e lo faremo con tutte le nostre forze, al fine di mantenere il sito di Porto d’Ascoli aperto e salvaguardare i nostri posti di lavoro e quelli di tutto l’indotto, non permettendo che venga vanificato questo piano di rinascita dell’ex Surgela.
Ci auguriamo che questa vicenda possa concludersi in modo favorevole per tutti e vi salutiamo abbracciando fraternamente voi e le vostre famiglie.

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