SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è aperto il processo sulla triste vicenda di Alessio Persico, il bambino di cinque anni morto nella tromba di un ascensore in costruzione, all’interno del centro commerciale Bricofer.
Ma a causa di alcuni problemi sopravvenuti in sede di notifica di una citazione in giudizio, l’udienza con l’ascolto dei primi testimoni è stata spostata al prossimo 29 maggio, quando compariranno davanti al giudice Giuliana Filippello i 24 testi citati dalla pubblica accusa, affidata al Pm Carmine Pirozzoli.
La tragedia avvenne il 3 ottobre 2005, e a febbraio il Gip di Ascoli Alessandra Panichi ha rinviato a giudizio sette persone fra geometri, sovrintendenti dei lavori, responsabili della sicurezza, proprietari e locatari dell’immobile, con l’accusa di omicidio colposo.
Alessio – nipote tra l’altro di Piero Persico, grande portiere e poi preparatore dei portieri della Sambenedettese – si trovava con la madre nel centro commerciale di via Pasubio.
Poi si allontanò, uscì dal locale e si avvicinò alla tromba di un ascensore in costruzione. Secondo le ricostruzioni, scavalcò una recinzione e sporgendosi per prendere un pallone cadde nel vano, pieno di acqua.
Un vero e proprio pozzo, che si rivelò una trappola mortale a causa dell’altezza della colonna d’acqua. L’episodio commosse tutta la città.
E ora la giustizia dovrà accertare se ci sono state manchevolezze da parte di qualcuno nelle misure di sicurezza adottate per i lavori.

Dato l’ampio numero dei testimoni, ci vorranno almeno due udienze per sentirli tutti. Nell’udienza a fine maggio saranno convocati tutti e 24 i testi della pubblica accusa, in modo da non perdere troppo tempo per possibili defezioni.

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