SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo l’allenamento del venerdì, a due giorni della fondamentale partita col Potenza, abbiamo raccolto le impressioni di Gianni Tormenti riguardo il presente e il futuro della Samb.

Si avvicina Samb-Potenza. Che partita vorrebbe dalla sua squadra?
«Anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, ho parlato con i ragazzi per far capire loro l’importanza di questa partita. E’ ovvio che il nostro unico obiettivo saranno i tre punti, perchè, se da una parte ci troviamo in una posizione di classifica decisamente più favorevole a quella che occupavamo tre settimane fa, dall’altra non dobbiamo dimenticare che sono solo due i punti di vantaggio dalla zona play-out. Con quattro partite da giocare, due punti di margine non possono farci sentire già tranquilli».

Che avversario si aspetta?
«Mi aspetto una squadra che venderà cara la pelle, caricata a mille dalla vittoria sul Gallipoli. Anche se, sulla carta, i favoriti siamo noi e per loro un pareggio al Riviera sarebbe un ottimo risultato, sono certo che verranno qui per vincere in quanto sono consapevoli di avere un calendario davvero proibitivo nelle ultime tre partite (Salernitana, Perugia e Arezzo, ndr)».

Queste tre vittorie consecutive, riportando un po’ di entusiasmo, sembrano aver avuto l’effetto di un colpo di spugna su un campionato molto travagliato.
«Effettivamente tre domeniche fa, ci trovavamo in piena zona play-out e la nostra massima ambizione era quella di raggiungere la salvezza diretta, distante ben cinque punti, soltanto all’ultima giornata. E’ stata una stagione molto travagliata con l’allontanamento di Ugolotti, l’arresto di Piccioni seguito dal suo esonero, fino al ritorno di Ugolotti. Insomma possiamo affermare che, per come si erano messe le cose, salvarci due giornate prima della fine, battendo il Potenza e pareggiando a Massa, sarebbe una grandissima soddisfazione»

Dove bisogna ricercare il segreto del bel momento della Samb?
«E’ sicuramente nel lavoro svolto durante l’intero anno da tutti i membri dello staff tecnico, ma soprattutto nella grande serietà dimostrata dentro e fuori dal campo, dai giocatori che anche nei momenti peggiori non hanno mollato mai».

Nell’ambiente c’è grande voglia di pensare già al prossimo campionato.
«Per il prossimo anno sono fiducioso perchè abbiamo ben sedici giocatori di nostra proprietà che costituiranno l’ossatura della squadra del prossimo anno, sperando di riuscire a trattenere anche Cia, Curiale e Ferrini. A differenza dei due anni precedenti, non saremo costretti a costruire, in tutta fretta, una squadra da zero o quasi in tempo per la partenza per il ritiro».

Per costruire una squadra ci vuole un Ds. Confermato Nucifora?
«Quando è stato chiamato in causa, il compito affidato all’avvocato era di sfoltire la rosa e di far salvare la squadra: sembra ci stia riuscendo. Pertanto, se per la Samb, le cose andranno come tutti ci auguriamo, non credo ci siano problemi per la riconferma di Nucifora, che ha anche il “pregio” di essere un tifoso rossoblu».

Perchè non annunciarne ora la conferma?
«Perchè prima dobbiamo pensare alla salvezza che non è ancora scontata, poi allo stadio e infine a Nucifora. Prima di pensare all’aspetto tecnico, bisogna avere uno stadio a norma in cui giocare. Sarebbe un danno gravissimo per la società e per la città portare la Samb a giocare in un altra città. Ad oggi non ci sono state novità, ma non posso aspettare fino al 27 giugno (ultimo giorno utile per l’iscrizione al camponato, ndr) per sapere se avrò o no uno stadio per la Samb».

In caso di salvezza mister Ugolotti sarà confermato?
«Per quanto mi riguarda il mister ha un altro anno di contratto con la Samb e dovrebbe restare. A differenza degli anni passati, quando siamo stati io e mio fratello a dover scegliere l’allenatore, quest’anno ci sarà un Direttore Sportivo ad occuparsi dell’aspetto tecnico. Pertanto Nucifora e Ugolotti si confronteranno a fine stagione e decideranno se condividere il progetto per il prossimo campionato»

Dopo la partita col Potenza ci sarà il “terzo tempo”.

«Nonostante si tratti di una partita molto delicata e decisiva per entrambe le squadre, abbiamo deciso di ripetere la bella iniziativa intrapresa dal presidente Postiglione all’andata. E’ importante far capire ai giovani che, aldilà dell’importanza del risultato, il calcio è un gioco e deve essere vissuto come tale».

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