Dal settimanale Riviera Oggi numero 722

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Scosse di assestamento nel centrosinistra sambenedettese. E dopo la nascita del Partito Democratico non poteva essere altrimenti.
Giovanni Gaspari è diventato sindaco nel 2006 appoggiato da una coalizione che, vista con l’occhio del presente, rispecchiava di tutto e di più.
E la fine dell’Unione prodiana del 2006 ora ha le sue inevitabili ripercussioni a livello locale, perché sono nate forze politiche nuove non solo nel nome ma anche nelle strategie. Con una rivalità reciproca che era impensabile nel 2006, alimentata anche da una campagna elettorale per le elezioni politiche mai come ora legata ai simboli e al bisogno di differenziarsi.
Il Partito Democratico con le due anime degli ex Ds e degli ex Margherita, la Sinistra Arcobaleno ex alleata della sinistra riformista, il rinato Partito Socialista che si annuncia battagliero e scommette sul suo consenso dopo il 7% ottenuto alle amministrative del 2006, seppur sotto le spoglie di una “cosa” politica (la Rosa nel Pugno, cioè l’unione con i Radicali) abortita o mai nata.
Un panorama politico più complesso, disgregato; il centrosinistra a San Benedetto si ritrova a governare con alleanze quasi forzate, perché se si votasse domani per le amministrative probabilmente il Partito Democratico correrebbe da solo. Da solo e con tutti contro.
Molto dipenderà dal risultato delle elezioni politiche, ma rimane difficile pensare che nel 2011 a sinistra ci sarà un solo candidato sindaco.
I segnali di insofferenza ci sono: i socialisti premono per una verifica di giunta, anche perché sembra che l’assessore ai Lavori Pubblici Vesperini sia vicino ad essere sfiduciato dal suo stesso partito; la Sinistra Arcobaleno non perde occasione per marcare le distanze con il Pd e con i suoi apparati non solo sambenedettesi e vuole anch’essa tirare le somme, marcare le differenze.
Ma prima del 2011 c’è un appuntamento di grossa portata, che si chiama Piano Regolatore. Su quello le forze politiche di maggioranza avranno un duro confronto, perché si tratta dell’argomento principe che racchiude le visioni politiche su come deve essere e diventare San Benedetto.
Finora ci sono stati solo assaggi. Scaramucce sul Piano Spiaggia per gli chalet, mugugni per la Torre all’Agraria, sospiri per il Palacongressi presto sopiti dal sequestro giudiziario della struttura.
Sul grosso della questione urbanistica appaiono le nuvole più nere. Il tempo dirà se si tratterà di pioggerella o di tempesta, ma se fossimo in Gaspari cominceremmo a munirci di ombrello.

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