SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dichiarazioni false o irregolari per accedere ai contributi sociali previsti dalla legge regionale 30 ed erogati dai Comuni per i nuclei familiari in difficoltà economiche.
Lo ha accertato nei mesi scorsi la Guardia di Finanza ai danni di numerosi cittadini sambenedettesi. Fatto degno di nota, fra le decine di contestazioni ci sono anche verbali di trasgressione ai danni di almeno due dipendenti comunali.
La questione è stata sollevata dall’inchiesta di un noto quotidiano locale, il sindaco Gaspari conferma ma specifica che «non è condivisibile un accanimento mediatico qualunquistico. I dipendenti comunali sono cittadini come gli altri. Diverso e veramente scandaloso sarebbe se ad essere coinvolti fossero consiglieri comunali o assessori. In quel caso ci sarebbe una valenza pubblica del fatto».
In un anno di verifiche, i Finanzieri hanno accertato alcune decine di casi in cui il cittadino richiedente certificava una composizione del nucleo familiare diversa dalla realtà e quindi uno stato patrimoniale minore di quello reale, che gli consentiva di accedere a tariffe agevolate per le rette delle case di riposo o degli asili, oppure buoni mensa, contributi per l’acquisto dei libri scolastici o il pagamento degli affitti.
Alcuni dei casi segnalati si stanno mettendo in regola patteggiando il pagamento di una multa, altri stanno facendo delle impugnazioni.
I controlli sono stati rafforzati dopo che nel febbraio 2007 è stato stilato un protocollo d’intesa mirato fra Comune e Fiamme Gialle.
«Ha dato i suoi frutti, visto che da alcuni mesi ho gli aggiornamenti sulle contestazioni fatte – dichiara Gaspari – voglio comunque specificare una cosa per quanto riguarda i due dipendenti del Comune. Uno di loro ha presentato una impugnazione della multa, perché ritiene di aver presentato dichiarazioni congrue e consentite».
Gaspari insomma in questi due casi non ravvisa una gravità ancora più accentuata: «Non c’è stata distrazione di fondi, né evasione fiscale, cosa ben più grave. Si tratta di dichiarazioni fatte da privati cittadini sotto la propria responsabilità. Sono due casi su molte decine, e non ci vedo questa grossa differenza. Certo, ci vuole fermezza».
Il sindaco conclude dicendo che «la gravità in ogni caso sta nel fatto che non si può pensare di vivere in un mondo di furbi. Da quando la mia giunta si è insediata ha portato avanti azioni per il rispetto della legalità, vedi la rimozione delle bancarelle dal lungomare, degli abusi edilizi negli chalet e nel maneggio alla Sentina»

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