GROTTAMMARE – Raffaele Rossi, consigliere comunale di Alleanza Nazionale, è anche il candidato vicesindaco del Popolo delle Libertà per le prossime elezioni amministrative.

Si stanno delineando i punti del programma?

«Crediamo nella politica vera e non in quella dei programmi elettorali: i progetti possono essere ambiziosi, ma occorre sempre restare coi piedi per terra. Ad esempio crediamo nel porticciolo turistico di cui però va valutato l’impatto economico: se verrà finanziato dai privati, ben venga. Andrebbe realizzata una rotonda nella zona nord, come benvenuto alla città e soprattutto per canalizzare meglio il traffico».

La trattativa per la scelta del vostro candidato è stata molto sofferta. Come si è giunti alla scelta della Concetti e come si trova nella posizione di “vicesindaco” in pectore?
«Abbiamo ascoltato i cittadini di riferimento, e la mia posizione è stata la prima certa, perché sono il consigliere con più esperienza politica, e oltretutto – di questo ne sono onorato – è stato riconosciuta la mia passione».
L’anno scorso, riguardo la cementificazione, il centrodestra ha affermato che le imprese edilizie «si sono “consorziate“»: c’è un monopolio delle costruzioni?

«Sarà mio impegno personale identificare una fascia sociale ben precisa con il problema dell’abitazione e mettere sul mercato abitazioni al prezzo di 80/100 mila euro. È fattibile, se si considera che un’impresa paga 800 euro al metro quadro per realizzare una casa: è possibile praticare un prezzo di vendita a 1000 euro. Daremo degli incentivi, o utilizzeremo i terreni di proprietà comunale».
Ha anche criticato l’estetica delle case…

«Un luogo turistico deve mostrarsi in un certo modo. Dovrebbe essere formata una commissione apposita per far sì che le abitazioni vengano ristrutturate. Anche lì, utilizzeremmo incentivi: ne va dell’immagine del Comune. Incentivi da dare anche per l’ambiente, per l’acquisto di pannelli solari, acque bianche fluviali».

E l’urbanistica?

«La viabilità è un disastro, sta collassando. Posso essere d’accordo nel togliere i parcheggi in centro per farne uno grande alla stazione, ma d’inverno una donna sola percorrerebbe quella grande distanza? Dovevano incentivare l’apertura di negozi, illuminare meglio la via: invece, nulla di questo».

Cosa ne pensa dell’operato dell’amministrazione Merli?

«Non ha ideato nulla di nuovo, ha seguito il programma di Massimo Rossi. Anche il polo scolastico, il Kursaal. Senza contare il flop della Casa di Alice: i problemi sociali vanno risolti alla base, non con dei palliativi. Senza contare la comunicazione per un buon turismo, che manca».

Qual è la vostra posizione riguardo il bilancio partecipativo?

«Non si può far scegliere ai cittadini se asfaltare una strada o fare un marciapiede, questo è un diritto. I cittadini debbono essere interpellati per le grandi opere, senza imposizioni. Quindi continueremmo a rapportarci con loro ma in modo diverso, consultandoli per le opere importanti: ad esempio per viale Colombo doveva essere interpellata tutta la città. Cosa che faremo per il porticciolo turistico».

E gli altri schieramenti?

«Grottammare futura è chiaramente a sinistra, ed è la dichiarazione del fallimento di Merli. Forse porterà via voti anche a noi, ma soprattutto a Solidarietà e Partecipazione, mentre sulla potenziale lista “Popolo per Grottammare”, per ora c’è poco da dire: sono giovani, di certo sono motivati, ma dov’erano durante i consigli comunali?».

Secondo molti a Grottammare, complici le liste civiche, si potrebbe verificare una votazione molto equilibrata.
«Si vincerà sul filo di lana, molto dipenderà dal radicamento che le liste hanno sul territorio»

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