SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Detta così sembra una cosa molto più grande di quello che in effetti potrebbe essere: tre avvisi di garanzia sono arrivati in Comune, recapitati al sindaco Giovanni Gaspari e ai dirigenti Germano Polidori e Mario Laureati. I tre si dichiarano del tutto tranquilli, con la coscienza a posto.
La Procura di Ascoli ha notificato l’avvio delle indagini ai diretti interessati su una questione annosa e anche di non eccessivo interesse pubblico. In sostanza, si tratta di una lite fra due vicini, uno dei quali contesta all’altro di aver occupato abusivamente un tratto della sede stradale in via Keplero, zona contrada Marinuccia, vicino all’autostrada A14.
Una recinzione proprio sulla curva di una strada di campagna, fatta su un’area privata, di proprietà di un terzo cittadino.
Dopo un lungo iter di denunce, cause e sentenze, il cittadino che ha presentato l’esposto alla Procura ritiene che l’amministrazione comunale e i dirigenti non abbiano fatto tutto quello che è in loro potere per sanare l’abuso che intralcia la sede stradale. Il Comune invece ritiene che si tratti di una disputa fra privati; se la vedano loro, insomma.
Ma veniamo a leggere la nota diffusa mercoledì dall’ufficio stampa del Comune:

«In merito agli avvisi di garanzia recapitati nei giorni scorsi al sindaco Gaspari e ai dirigenti del settore Manutenzione e qualità urbana, ing. Mario Laureati, e del settore Sviluppo del territorio e dell’economia locale, ing. Germano Polidori, si fa presente che la vicenda riguarda rapporti fra soggetti privati, verte su una questione di terreni confinanti e si trascina ormai da più di 15 anni.
Uno dei privati chiede appunto da anni al Comune di rimuovere quello che egli stesso ritiene un abuso, ma per il quale non esiste alcuna contestazione formale da parte dell’Ente».

«Gli uffici conoscono da tempo questa vicenda e, avendo controllato attentamente le norme vigenti, non hanno trovato alcun motivo per accogliere le richieste del ricorrente. Una sentenza di primo grado emessa nel 2006, relativa ad una causa promossa dallo stesso ricorrente, ha confermato la linea del Comune, dando torto al privato sulla questione se la recinzione ledesse i suoi interessi. Per inciso, la causa in tribunale tra i privati, senza coinvolgimento del Comune, appare come la via più opportuna per risolvere la questione».

La nota si conclude così: «Nel corso del suo attuale mandato amministrativo il sindaco Gaspari ha “ereditato” la questione, ed auspica che la giustizia faccia il suo normale corso. Un auspicio condiviso anche dai due dirigenti, che nei prossimi giorni, presentando a supporto tutta la documentazione scritta esistente in Comune, illustreranno alla magistratura i termini di una vicenda che potrebbe rivelarsi, a conti fatti, pretestuosa, inesistente e diffamatoria».

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