CUPRA MARITTIMA – La follla attratta dalle bancarelle, dalle giostre, dalla musica e dai fuochi d’artificio, invade ogni lunedì di Pasqua la cittadina cuprense: è la festa di San Basso, il martire patrono del paese e protettore dei marinai. Non tutti sanno che le celebrazioni in onore del Santo sono in realtà tre. Don Gerardo Di Girolami, parroco di Cupra, spiega: «Il 5 dicembre. Giorno del martirio, è l’unica data ricordata dal calendario liturgico. La festa popolare però si celebra il lunedì di Pasqua, quando si ricorda la traslazione del corpo di San Basso dalla chiesa del Paese alto alla nuova chiesa a lui dedicata. Il primo luglio invece, ricorre il rinvenimento del corpo del Santo presso la cripta della chiesa alla Civita di Cupra».

San Basso fu eletto vescovo di Nizza, sua città natale, intorno al 230 circa. A causa delle persecuzioni cristiane fu costretto a fuggire, ma quando si costituì, venne torturato e condannato a morte, perchè non rinnegò il cristianesimo. Il corpo di San Basso giunse poi a Cupra intorno al VI secolo grazie all’intensa attività commerciale che intercorreva al tempo tra Nizza e le nostre coste. l”avvenimento religioso più importante, previsto per tutte e tre le ricorrenze, rimane la processione con la reliquia del Santo: si parte dalla chiesa di San Basso e si arriva fino al mare.

La reliquia venerata durante queste processioni è un dente di San Basso, sottratto furtivamente nel 1788 da un vicario del Vescovo di Ripatransone durante una ricognizione del corpo. Il vicario in questione fu colto da malore e guarì solo dopo aver restituito il dente.

Conclude il parroco Di Girolami: «La festa del lunedì di Pasqua si celebra dal 1878, cioè dall’inaugurazione della chiesa nella quale fu traslato il corpo di San Basso. Già da allora i pescatori di San Benedetto si recavano a Cupra in onore del Santo protettore della gente di mare».

L’unica interruzione che subì questa celebrazione fu durante il periodo della seconda guerra mondiale, ma i festeggiamenti ufficiali furono ripresi nel 1960. Don Gerardo, che ha vissuto quefli anni, sottolinea: «Durante il periodo di sospensione della festa le persone accorrevano comunque numerose a Cupra nel giorno di Pasquetta per venerare San Basso».

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