SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Novità in vista per quanto concerne l’argomento “casa”.
È stato infatti approvato venerdì 28 marzo il nuovo Regolamento per la concessione di contributi comunali per l’acquisto della prima casa e la ristrutturazione di immobili nel centro storico. Tale bando sblocca di fatto il bando 2007 per questo tipo di contributi, che era rimasto in sospeso proprio in vista delle modifiche approvate il 28 marzo. A questo proposito un bando unico, relativo al 2007 e al 2008, verrà emesso a giorni.
Le novità che contraddistinguono il nuovo regolamento sono diverse. Innanzitutto mentre prima la domanda poteva essere inoltrata per l’acquisto della casa effettuato l’anno precedente, ora si può chiedere il contributo anche per un’immobile acquistato fino a tre anni prima, per quest’anno, dunque fino al 2005. Inoltre, mentre in precedenza il contributo – rimasto invariato a poco più di 5 mila euro, ma reso “fisso”, cioè non più legato al 5% del mutuo ottenuto – veniva erogato in 5 rate annuali, ora si procederà alla liquidazione in due sole rate, all’atto dell’accettazione e dopo 12 mesi. Infine dal 2009 il fondo comunale per questo tipo di interventi raddoppia, passando da 25 a 50 mila euro.
«Gli interventi dell’amministrazione comunale – ha dichiarato soddisfatta Loredana Emili, assessore alle Politiche della città solidale – verranno presto integrati dal Piano casa, che gli uffici tecnici stanno ormai ultimando. L’emergenza abitativa riceve pertanto una risposta organica che mancava da anni. Naturalmente la nostra attenzione su questo tema resterà alta anche in futuro, per cercare di risolvere un problema lasciato per troppo tempo senza risposte».
Il Piano casa è stato realizzato dai tecnici comunali, coordinati dall’architetto Luigina Zazio e dovrà ora affrontare una serie di passaggi prima dell’approvazione in Consiglio comunale. Si prevede il recupero e la ristrutturazione di immobili fatiscenti sia pubblici che privati, con lavori eseguiti da parte di questi ultimi e cessione al Comune di una serie di alloggi, appunto da destinare a finalità sociali. La Finanziaria 2008, del resto, prevede proprio il recupero di edifici privati, considerando gli alloggi ceduti come “standard aggiuntivi”, per servizi. Il recupero di alloggi pubblici invece avviene tramite “progetti d’area” messi a bando: gli immobili pubblici vengono recuperati dai privati, ma la pubblica amministrazione paga il costo cedendo una parte di immobili.

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