SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non possiamo restare indifferenti a quanto emerge da una ricerca, compiuta in Inghilterra, su 10 mila ragazzi di età compresa fra i 15 e i 16 anni, che ha evidenziato un consumo annuale, pro capite, equivalente a 44 bottiglie di vino o 177 pinte di birra. Emerge anche che più di un terzo dei teenager del Nord-Ovest del Paese sarebbe un bevitore regolare, capace di buttar giù più di cinque drink in un colpo solo e l’84% ha ammesso di bere quasi sempre in luoghi pubblici come bar, club e per la strada.

Il problema dell’alcolismo, tuttavia, è presente anche in Italia ed è in continua crescita, tant’è che ogni regione italiana manifesta la propria preoccupazione per questo fenomeno. Gli esperti lanciano l’allarme per il preoccupante aumento di giovani che sempre più, ogni anno, si avvicinano all’alcol e ad un’età sempre più bassa.

Ad esempio, un rapporto effettuato dal Cnr, per conto della Regione Veneto, segnala che già a 11-12 anni si inizia a bere il primo bicchiere di vino e a 15-16 anni si sperimentano i superalcolici.

Oltre a seri danni per la salute del singolo, gli effetti dell’alcol si ripercuotono sulla società: atti vandalici, incidenti, lattine, bottiglie vuote ovunque. Qualche anno fa il giornalista Massimo Pandolfi scriveva «… i ragazzi si stanno bevendo la vita». Non possiamo, perciò, restare indifferenti

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