SAN BENEDETTO – Edifici vecchi, senza manutenzione, non a norma. E’ un quadro piuttosto preoccupante quello che emerge dal rapporto annuale “Ecosistema Scuola 2008” di Legambiente sull’edilizia e i servizi scolastici italiani, realizzato tramite questionari i cui dati elaborati provengono da 94 amministrazioni comunali (che hanno competenze sulle scuole dell’obbligo) e 51 provinciali (che hanno competenze sugli istituti superiori).

I dati raccolti riguardano tre principali parametri: la qualità della struttura degli edifici in termini di età e idoneità all’attività scolastica, i servizi e le buone pratiche ambientali e infine i rischi ambientali ai quali sono esposti gli edifici.

Prato si conferma la città italiana con le scuole migliori dal punto di vista della sicurezza degli immobili e della qualità dei servizi offerti agli studenti. E’ seguita da Asti, Forlì, Livorno, Biella, Parma, Macerata, Siena, Verbania e Mantova. Ai piani alti della graduatoria di Legambiente sono i Comuni del centro e del nord anche se, a sud, si difendono bene Lecce (14ma) e Vibo Valentia (20ma).

Tra le abruzzesi troviamo L’Aquila al 51° posto, Pescara e Teramo rispettivamente al 77° e al 78° posto e Chieti non classificata perché ha inviato dati incompleti.

Per le Marche invece Macerata è al settimo posto, Pesaro al 39mo, mentre Ancona al 52mo, e Ascoli al 79mo.

I dati complessivi segnalano che uno studente che oggi entra nel mondo della scuola italiana ha grosse possibilità di ritrovarsi in un edificio vecchio (il 52,82% è stato costruito prima del 1974, anno in cui la legge ha stabilito i criteri di edilizia antisismica), privo di manutenzione (solo il 47,11% ha goduto d’interventi di cura straordinaria negli ultimi cinque anni e il 23,62% necessita d’interventi urgenti) e con bassa possibilità di avere strutture sportive (gli edifici privi di questo tipo di strutture sono ben 36,57%, a fronte del 15,71% del 2006). In tre casi su quattro la scuola è collocata in una zona ad alto rischio sismico (75,04%) e la metà delle volte non ha il certificato di agibilità statica né quello di prevenzione incendi.

Sarà però assai probabile trovarsi di fronte a buone condizioni igieniche, visto che tre volte su quattro la scuola possiede il certificato igienico-sanitario e anche gli impianti elettrici non saranno un rischio elevato (a norma nell’85,61% dei casi).

Le uscite di emergenza (porte antipanico) sono presenti nell’85,10% dei casi, mentre le scale di sicurezza nel 54,72%. Il 79,96% delle scuole ha svolto prove di evacuazione. Scarse anche le politiche perseguite nei vari istituti per l’utilizzo di fonti di illuminazione a basso consumo e fonti di energie rinnovabili (al di sotto del 10%), mentre la raccolta differenziata si colloca intorno al 28%.

Tanti studenti invece hanno a che fare con il rumore: si trovano a meno di 200 metri da una fonte d’inquinamento acustico il 2,63% delle scuole dell’obbligo e l’11,5% degli istituti superiori. Sempre alto il rischio amianto e radon: infatti malgrado si provveda di anno in anno ad attivare opere di bonifica, sono in aumento, rispetto alle passate edizioni, le strutture con casi di amianto certificati (13,00% rispetto al vecchio dato del 2006 del 6,93%) e con casi certificati di radon (2,37% rispetto al precedente del 2006 dello 0,02%). Dati allarmanti, che probabilmente derivano dall’attivazione di monitoraggi da parte delle amministrazioni rispetto alla presenza negli edifici scolastici di questi inquinanti.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 749 volte, 1 oggi)