SAN BENEDETTO DEL TRONTO – *Riceviamo e pubblichiamo da Livio Oddi, esponente sambenedettese di Sinistra Critica, movimento politico nazionale

Come studioso di storia, sin dalla laurea, ho sofferto della mancanza nella mia città di un Archivio Storico Comunale dal quale attingere materiale. Qualche giorno fa, rappresentando una associazione culturale, ho apprezzato che dopo oltre un decennio di intenso lavoro di giovani studiosi si sia arrivati ad inaugurare questo fondamentale presidio culturale, per noi e per le generazioni a venire. Ma personalmente e come rappresentante del movimento politico Sinistra Critica, a malincuore, non accetterò l’invito, perché i politici che amministrano questa città hanno realizzato un altro “pasticciaccio brutto” che va ad oscurare il lavoro di tanti studiosi che hanno permesso la realizzazione dell’Archivio.

Il “pasticciaccio” è la partecipazione dell’ Onorevole Vittorio Sgarbi, oggi assessore alla cultura del Comune di Milano del Sindaco Moratti forte espressione di una giunta di destra, tanto per fare un esempio, quella giunta che non voleva far andare i figli degli immigrati clandestini negli asili pubblici, costringendo l’allora ministro Fioroni (dello stesso partito del Sindaco Gaspari) a tagliare i finanziamenti alla giunta milanese, tanto era anticostituzionale quella scelta.

La politica culturale sambenedettese continua a brancolare nel buio, vedi ad esempio l’ultimo scempio di Piazza Battisti con una installazione che esalta una tra le feste più consumistiche dell’anno nella zona di maggior pregio storico della città.

Ma tornando all’inaugurazione dell’Archivio non si comprende che cosa abbia a che vedere con la nobile e difficile materia dell’archivistica l’Onorevole Sgarbi, essendo noto a tutti che egli nel mondo della cultura si è ritagliato una certa fama di critico d’arte, tra l’altro fortemente criticata da una parte del mondo accademico, ma non è questo il mio campo di studi e quindi riporto solo fatti di cronaca che tutti sanno o hanno visto anche con “brillanti performance televisive”.

Se si cerca di propagandare importanti eventi culturali utilizzando personaggi del mondo dello spettacolo inviterei umilmente questi amministratori a leggersi “La società dello spettacolo” di Guy Debord e poi a non lamentarsi se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi o nascesse un governo “Veltrusconi”.

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