MARTINSICURO – Anche il Comune di Martinsicuro ha aderito alla Settimana della Cultura promossa dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali che dal 25 al 31 marzo vede in tutta Italia una serie di iniziative gratuite finalizzate a promuovere l’arte e la cultura.

Stamattina, venerdì 28 marzo presso il salone parrocchiale si è tenuto il convegno “Dagli scavi dell’antica Castrum Truentum alla nascita dell’Antiquarium Castrum Truentinum”, tenuto dall’archeologo della Sovrintendenza Archeologica per i Beni Culturali di Chieti, Andrea Staffa. All’incontro sono intervenuti l’assessore alla Cultura Massimo Vagnoni e il presidente dell’Archeoclub di Martinsicuro Lino Tucci, e ha visto anche la partecipazione dei ragazzi delle scuole medie di Martinsicuro e Villa Rosa.

Staffa ha illustrato, attraverso una serie di immagini, sia gli scavi relativi al sito romano di Castrum Truentum (che si sono avuti dal 1991 al 1996) che quelli sul sito protostorico di Colle di Marzio (dal 2003 al 2005).

Il convegno è stato finalizzato, oltre che ad illustrare ai ragazzi il notevole patrimonio storico-culturale insito a Martinsicuro, anche a renderli partecipi dell’allestimento del nuovo museo archeologico presso la Torre Carlo V e l’attigua casa doganale.

«Abbiamo intenzione di coinvolgere i ragazzi – ha spiegato Staffa – nelle varie fasi di preparazione del museo, dalla visione dei reperti ancora nelle cassette alla loro scelta e disposizione nelle teche. E’ un percorso che senza dubbio permette loro di essere partecipi e di apprezzare al meglio il notevole patrimonio culturale di Martinsicuro, e di custodirlo nel futuro».

Il tanto atteso museo, che conterrà i reperti di Truentum e Colle di Marzio – attualmente custoditi in depositi presso altri musei abruzzesi – verrà inaugurato molto probabilmente nel mese di giugno, e comunque entro la stagione estiva.

Già entro il prossimo mese quindi, gli alunni delle scuole di Martinsicuro avranno il privilegio di assistere nella Torre alle operazioni di allestimento delle stanze, che in genere sono precluse al pubblico e riservate ai soli addetti ai lavori.

Nel corso del convegno inoltre Staffa ha rivolto ai giovani un monito particolare: «Aiutateci a recuperare i tanti reperti – ha affermato l’archeologo – che nel corso dei decenni molti residenti hanno sottratto dai siti. Invitate coloro che possono avere un reperto custodito in un cassetto o in una vetrina in casa a restituirlo al museo, perché tutti possano condividere un patrimonio culturale comune».

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