SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comune di San Benedetto dà il proprio parere positivo nei confronti del decreto ministeriale che sancisce l’istituzione del Parco Marino del Piceno. La stessa norma inviata a tutti gli enti locali coinvolti nel progetto, verrà vagliata dai rispettivi Consigli. Una volta avuto il parere dei Comuni e delle Province spetterà alla Conferenza Stato–Regione esprimersi in merito. Alla fine, il Ministero dell’Ambiente avrà l’onere di istituire ufficialmente l’area marina protetta.

Per quanto riguarda le compensazioni economiche alla categoria dei vongolari, che vedranno diminuite del 20% le aree marine destinate alle loro attività di pesca, ci saranno dei finanziamenti dai fondi europei destinati alle attività di pesca. Ma il presidente della Provincia di Ascoli Massimo Rossi ha chiesto alla Regione di anticipare una quota di quelle risorse, per compensare fin da subito lo “stress produttivo” che la categoria subirà.

«Credo che sia giusto completare, finalmente, un iter burocratico che ormai va avanti da circa 17 anni – commenta l’assessore all’Ambiente Paolo Canducci – quando negli anni ’90 il mare è stato colpito da un fenomeno di “atrofizzazione” legata ad una sua sbagliata gestione – che ha creato problemi ai bagnanti e ai pescatori – abbiamo pensato di proteggere la nostra area. L’istituzione del Parco Marino porta un sacrificio per tutte le categorie, ma dobbiamo pensare al futuro senza che si verifichi quello che è accaduto negli anni novanta».

L’assessore Canducci ha detto la sua anche in merito alla manifestazione dei vongolari e pescatori, che ieri – 27 marzo – hanno interrotto il lavori del Consiglio Provinciale protestando contro i tagli alle zone di pesca derivanti dalla costituzione del Parco Marino. «Nell’istituzione dell’area protetta – continua l’assessore – abbiamo preso in considerazione ogni tipo di istanze che ci sono pervenute. La zonizzazione è rimasta quella stabilita nell’ultima riunione, con la riperimetrizzazione del professor Froglia. I pescatori vorrebbero forse un aiuto finanziario per far fronte a questa limitazione d’area, ma ne stiamo già discutendo e ogni richiesta verrà vagliata dal Fondo Europeo sulla Pesca».

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