SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «All’interno della Foodinvest è avvenuto un rimescolamento di carte: 44 lavoratori, la maggioranza assoluta dei dipendenti dell’azienda, hanno firmato per la revoca dell’attuale Rsu, delegittimandola di fatto. L’onda ha investito frontalmente la Fai-Cisl e la Uila-Uil, che hanno avuto una caduta verticale di perdita di affidabilità e credibilità da parte dei lavoratori».

Lo scrive la segreteria provinciale della Ugl, annunciando che porterà avanti fino all’ultimo la lotta per salvare lo stabilimento di surgelati vegetali di Porto d’Ascoli.
Continua perciò il contrasto fra le sigle sindacali all’interno dell’azienda in crisi: se Cisl e Uil infatti finora hanno manifestato disponibilità ad un accordo di un anno di cassa integrazione guadagni straordinaria, la Cgil e la Ugl hanno continuato sulla strada della richiesta dell’amministrazione straordinaria alla proprietà.
«La partita va giocata fino in fondo e credendoci fino all’ultimo minuto – recita la nota Ugl – ci sono drammi di lavoratori, di intere famiglie, toccate dallo spettro della disoccupazione, e ricadute negative nell’insieme dell’economia territoriale che non possono essere illuse da soluzioni virtuali; ma nel contempo c’è il filo di una speranza sulla continuità della ex Surgela che lega la voglia di riscatto delle maestranze alla volontà di un territorio che non vuole perdere un simbolo mitico dell’agro-industria».
L’entrata in scena di un imprenditore disposto a prendere in affitto lo stabilimento dalla Malavolta Corporate potrebbe essere una delle soluzioni positive per evitare la chiusura.
Il 2 aprile, intanto, i creditori si troveranno ad Ascoli davanti al giudice, che darà il suo parere sulla proposta di concordato preventivo presentata da Malavolta. Una proposta che prevede lo smantellamento dell’azienda per far andare in porto un piano di rientro dai debiti.

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