GROTTAMMARE – Il sindaco Luigi Merli risponde al comunicato sulle assunzioni precarie alla “Casa di Alice”, inviato nei giorni scorsi dalla Cgil di Ascoli Piceno: «Pur non ritenendo la stampa il mezzo migliore per spiegare una situazione complessa e con tante articolazioni come è “Casa di Alice”, mi è doveroso fare una serie di precisazioni».
Casa di Alice, spiega Merli, annovera tra i suoi attori «la Asur 12, la Regione Marche e i comuni di Grottammare, San Benedetto del Tronto, Monsampolo del Tronto, Monteprandone. Nel 2005, il comune di Grottammare, ente capofila della struttura, ritenne giustamente di effettuare una selezione e assunse a tempo determinato per 3 anni gli operatori necessari alla struttura, cercando di ridurre la precarizzazione degli operatori di “Casa di Alice”».
«E’ evidente – continua Merli – che una eventuale stabilizzazione degli operatori passa obbligatoriamente attraverso l’impegno certo di tutti gli enti che operano nella struttura. In questi ultimi mesi, siamo riusciti a ottenere dalla Regione finanziamenti che garantiscono la funzionalità della struttura per il 2008 e “teoricamente” anche per gli anni successivi: dico teoricamente perché mancano a tutt’oggi le necessarie garanzie finanziarie, cioè non vi è una fonte di finanziamento definita ma una fonte stabilita annualmente».
«Come ribadito in un’apposita riunione con gli operatori alla presenza del sindacato – termina il sindaco – l’amministrazione comunale di Grottammare è pienamente disponibile alla stabilizzazione, ovviamente nel rispetto della normativa vigente soprattutto per quanto concerne l’impegno finanziario. Con questo non possiamo affermare che non vi siano possibilità di stabilizzazione ma semplicemente che bisogna continuare nello sforzo di ottenere le obbligatorie garanzie per procedere alla stabilizzazione. Preciso, infine, che le argomentazioni qui riportate sono note a tutti i soggetti interessati alla questione».

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