SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Soddisfatto, con il volto disteso, Ugolotti torna a guidare la Samb dopo quattro mesi. E con il suo ritorno in panca sono arrivati quei tre punti che in casa rossoblu mancavano da troppo tempo.

Una partita che poteva essere chiusa già nel primo tempo

«Abbiamo dominato la partita in lungo e in largo: nel primo tempo abbiamo avuto cinque o sei chiare occasioni da rete, ma siamo riusciti a sbloccare il risultato soltanto grazie al calcio di rigore; nella ripresa i ragazzi sono stati bravissimi a reagire dopo il pareggio, andando a cercare il gol della vittoria. Sono contento perché ho ritrovato un gruppo di ragazzi che ci crede e perché abbiamo vinto una partita fondamentale. La Pistoiese? Io preferisco guardare in casa mia, tuttavia gli arancioni hanno effettuato due soli tiri in porta in tutta la partita e nonostante ciò quasi riuscivano a portare a casa un pareggio che sarebbe stato ingiusto».

La Samb è apparsa un po’nervosa nel finale

«Parlando con i ragazzi, ho capito che nella loro mente bruciava ancora la beffa del pareggio con l’Arezzo e pertanto nel finale si sentivano addosso grande pressione: il pallone pesava come un macigno. Oggi ci abbiamo messo anche quel pizzico di malizia in più che serve quando sei in vantaggio».

Una squadra che si conferma in casa, ma il problema rimane la Samb formato trasferta

«Adesso godiamoci questo successo e auguriamo una buona Pasqua ai nostri tifosi. Poi, prima della trasferta di Castellammare, dovremo preparare al meglio la partita con il Gallipoli, una squadra di tutt’altro spessore rispetto a questa Pistoiese. Dobbiamo vivere alla giornata, pensando a una partita alla volta».

Chi è stato il migliore dei suoi?

«Non mi piace fare un solo nome: tutta la squadra ha fatto una grande partita e nessun giocatore vince le partite da solo. Per la fase cruciale saranno molto importanti i recuperi di Visone ed Alfageme, due giocatori che se riusciranno ad inserirsi potranno darci una grossa mano».

Questa vittoria è merito anche di Piccioni?
«Assolutamente. Di mio c’è soltanto la grande sofferenza in panchina, ma in tre giorni non si possono cambiare né la mentalità né il gioco di una squadra. Ho messo in campo la formazione che con Piccioni aveva fatto tanto bene in casa: sarebbe stato masochismo puro cambiare un modulo così fruttuoso fra le mura amiche, mentre sicuramente apporterò delle modifiche per le prossime partite esterne».

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