SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Piceno vive una grossa crisi economica, unica nelle Marche, ma la Regione non ne tiene conto nella ripartizione dei fondi europei 2007-2013.
E si tarpano così le ali alle due grandi opere infrastrutturali per il sambenedettese e la vallata del Tronto, cioè la bretella collinare (18 milioni di euro il costo del progetto) e l’elettrificazione della ferrovia Ascoli-San Benedetto (11 milioni di euro) con annessa metropolitana di superficie rivierasca. Per la Provincia di Ascoli, infatti, ci saranno solo 15 milioni.
Questa è la risultanza dell’incontro fra il governatore Gian Mario Spacca e i presidenti delle quattro Province marchigiane. I sessanta milioni di euro dei fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) verranno divisi in quattro parti uguali.
Quattro? Sì, nonostante che dal 2009 sarà pienamente operativa ed esistente la nuova Provincia di Fermo oggi nella divisione dei fondi 2007-2013 si considera ancora la “vecchia” Provincia di Ascoli.
Gli effetti di questa inopinata decisione? Nelle parole di Spacca «ogni Provincia dovrà indicare una ed una sola priorità infrastrutturale».
Si tratta di una vera e propria doccia fredda, la cui portata forse non è stata ancora pienamente compresa. Del resto non è che la Regione abbia riservato il suo solito potere comunicativo agli esiti della riunione Spacca-Province.
L’unico nel Piceno ad aver drizzato le antenne (eufemismo) è il presidente della Provincia Massimo Rossi, insieme alla Sinistra Arcobaleno di San Benedetto.
Ci sono margini per chiedere una divisione dei fondi più equa, che tenga conto del fatto che alcune province marchigiane hanno già avuto dei vantaggi infrastrutturali come la terza corsia dell’autostrada o la Quadrilatero?
Massimo Rossi spera di sì: «Ecco perché intervengo con fermezza. Me lo chiedono i miei elettori, non lo faccio certo per fini elettorali. Invece dall’altra parte ho l’impressione che le questioni della politica territoriale vengono barattate su altri tavoli».
No alle battaglie campanilistiche, dunque. Rossi ricorda che ci sono anche dettati normativi da rispettare, come una recente delibera del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) che ricorda come il riequilibrio socioeconomico dei vari territori sia una questione di portata costituzionale.
Sei mesi fa, ricorda Rossi, l’assessore regionale all’Urbanistica Loredana Pistelli presentò una sorta di piano triennale delle opere pubbliche, in cui si prevedevano 30 milioni di euro per Ascoli e Fermo. Poi, tre giorni fa, la sortita di Spacca, e la crisi del Piceno diventa quasi un ronzio per le orecchie.
E se andrà a finire così, saranno andati a farsi benedire anche i tre anni di riunioni fatte dalla Provincia con associazioni, imprenditori ed enti locali, proprio per trovare strade d’uscita alla crisi del Piceno e pianificare le richieste dei fondi alla Regione.

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