SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Benito Rossi questa volta sferza un duro attacco a coloro che fanno una politica inadeguata, che arriva in ritardo, inguaribilmente miope e soprattutto, poco interessata al turismo.
Il segretario del circolo An di Porto d’Ascoli guarda al turismo sambenedettese con occhi preoccupati perché «è fuori dubbio che lo sforzo dei singoli soggetti imprenditoriali turistici non è sufficiente per sostenere tutte le potenzialità e l’immagine di una città territoriale capofila, con un mix fatto di cultura, arte, sport, gastronomia e prodotti locali» e chiede alla giunta e al consiglio comunale un impegno maggiore, tradotto in «azioni, attraverso il pieno svolgimento del ruolo che si riveste, altrimenti è meglio cambiare aria e non nuocere più alla città intera».
Rossi reclama in sintesi la necessità di «coniugare una politica edilizia sul turismo con una politica promozionale qualitativa del territorio rivierasco», una necessità sempre più impellente poiché «la grande miopia politica è non comprendere che il turismo è occupazione».
«La politica turistica qui a San Benedetto è fortemente in ritardo – prosegue Rossi- in un contesto ambientale dove il particolare ha surclassato gli interessi generali della città, ciò funge da freno e non permette di programmare una chiara visione della tipologia turistica che si intende accogliere e per quali periodi dell’anno».
Rossi è preoccupato per il ruolo turistico di San Benedetto che «non può tradursi in un agenzia di viaggi» e fa un elenco delle potenzialità nonché delle attrattive turistiche che la nostra città possiede ma che sono poco valorizzate, partendo dal «Palacongressi rimane sempre in attesa di chiarimenti da parte della magistratura, le potenzialità del vecchio Paese Alto, sono ancora narcotizzate dai noti problemi legati ai cunicoli, la Torre del Paese Alto, riconosciuta dalla sovrintendenza dei beni culturali, simbolo della città, oltre ai chiarimenti di assegnazione previsti dalle legge, non si capisce ancora come questa amministrazione intende valorizzarla; la valorizzazione della Sentina non può essere sostituita con iniziative accessorie di visite guidate, ma occorre sfruttare le potenzialità che possiede».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 439 volte, 1 oggi)