SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lunedì la variante normativa del Piano Regolatore mirata agli hotel e alle strutture ricettive ha iniziato ad essere discussa in commissione Assetto del Territorio.
Si tratta di una nuova normativa a carattere transitorio con la quale il Comune punta a “blindare” gli alberghi sambenedettesi, disincentivando i proprietari a trasformarli in residence o appartamenti.
San Benedetto assiste da anni alla tendenza della trasformazione degli hotel in residence o comunque alloggi. Dal 1997 ci sono state 47 trasformazioni, con altri due cambi di destinazione recentemente ottenuti.
Una tendenza che anche la Regione Marche vuole scoraggiare, in virtù delle negative ricadute in termini di occupazione nel settore turistico, con una legge che concede benefici volumetrici a chi si impegna a non dismettere una struttura ricettiva.
La variante al vaglio della commissione riguarda l’articolo 29 delle norme tecniche di attuazione del Prg (zone residenziali di completamento).
Il Comune non può impedire tout court le trasformazioni, e lo stabiliscono numerose sentenze del Tar in tutta Italia. Ma la ratio di questa variante è piuttosto quella di disciplinarle proceduralmente, allungare l’iter delle trasformazioni, e renderlo più oneroso aumentando gli oneri di urbanizzazione, gli oneri per il permesso di costruire e imponendo agli imprenditori di presentare dei Piani Particolareggiati.
In merito a quest’ultimo punto, sia i tecnici comunali che l’assessore all’Urbanistica (il sindaco Giovanni Gaspari) hanno ribadito che «non si tratta di vincoli, ma di una pianificazione che è nelle piene facoltà del Comune».
Una volta approvata dal Consiglio comunale, però, la norma avrà carattere transitorio (non oltre 18 mesi) e si applicheranno fino all’adozione di un Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica per le strutture ricettive, previsto dal Testo Unico regionale sul turismo.
Il rovescio della medaglia della nuova norma riguarda i premi per coloro che trasformano edifici residenziali in strutture ricettive: per loro è previsto l’uso di un indice volumetrico di quattro metri cubi per metro quadro, esattamente il doppio di quello previsto per le zone di completamento B1.

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