GROTTAMMARE – Il Grottammare secondo in classifica. Non era mai successo. Peccato che avvenga a sole sei giornate dalla conclusione del campionato. Ce la faranno gli uomini di Domenico Izzotti a recuperare 5 punti alla capolista Sangiustese?
Il tecnico biancazzurro preferisce prima godersi il bel risultato ottenuto sabato scorso. «Il secondo posto ci riempe di grande orgoglio, anche se arrivati a questo punto del campionato ciò che conta è pensare soltanto a fare punti: vogliamo la leadership».
Mister, due settimane fa aveva detto che ambire al primo posto era pura utopia e che la vittoria del campionato era un discorso a due fra Sangiustese e Angolana.
«Avevo detto che, realisticamente, nella loro situazione (i rossoblu erano a +7, gli abruzzesi a +6 sul Grottammare, ndr) soltanto un “suicidio” sportivo di entrambe poteva farci tornare in corsa per il primo posto. Queste due nostre vittorie consecutive e le altrettante sconfitte dell’Angolana, ci hanno permesso di raggiungerla. Abbiamo rosicchiato 2 punti alla Sangiustese che speriamo faccia qualche altro passo falso. Sarà dura raggiungerla, ma io ci credo».
Possiamo dire che la crisi è definitivamente alle spalle?
«Una crisi di risultati è un passaggio inevitabile per un gruppo giovane come il nostro. A mio modo di vedere, noi stiamo traendo i benefici della sconfitta interna col Cologna Paese: quando una squadra perde in quella maniera, se è forte caratterialmente si rialza, in caso contrario sprofonda. Noi abbiamo dimostrato di avere carattere e, dopo gli errori commessi, i ragazzi hanno dimostrato di aver imparato la lezione: adesso siamo più forti di prima».
Premettendo che l’espulsione di Fuschi era netta, ritiene che avreste vinto lo stesso giocando in parità numerica?
«Assolutamente sì. Anzi, paradossalmente, dopo l’espulsione abbiamo rallentato, mentre l’Angolana, fino a quel momento totalmente inoffensiva, ha iniziato a giocare. Essere in superiorità numerica non significa avere sempre la vittoria in tasca: si pensi a Pro Vasto–Campobasso di sabato scorso, in cui gli abruzzesi hanno battuto i più quotati molisani, pur giocando in dieci per quasi tutta la partita».
E’ un Grottammare che ama soffrire: la partita contro l’Angolana si poteva chiudere prima.
«E’ nel dna di questa squadra saper soffrire: certo sarebbe stato meglio mettere il risultato al sicuro e non rischiare fino alla fine, ma non dimentichiamo la Renato Curi ha giocatori di una o due categorie superiori».
Bucchi rientra e va subito in gol, il decimo stagionale.
«Ho una grandissima stima di Andrea: per me è un giocatore di categoria superiore e, finchè sarò l’allenatore del Grottammare, avrà sempre una maglia da titolare».
In un momento tanto positivo arriva la sosta pasquale: è un bene o un male per voi fermarvi?
«Solo dopo la partita con il Campobasso (30 marzo, ndr), sapremo se la sosta sarà stata un bene o un male».

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