SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Crisi Foodinvest, è polemica fra le sigle sindacali il giorno prima dell’incontro romano di martedì (il terzo) con la proprietà dell’azienda, presso il Ministero delle Attività Produttive. Afferma l’Ugl in una sua nota: «Le strutture territoriali di Cisl e Uil stanno commettendo un grave errore; e parlare di errore è un eufemismo. Sorreggono di fatto il piano industriale di Malavolta che vuole chiudere lo stabilimento, bloccare immediatamente il sito produttivo, farlo diventare tombale, fare un accordo di un anno di cassa integrazione guadagni straordinaria e vendersi immediatamente quell’accordo come una disponibilità del sindacato alle sue scellerate scorribande finanziarie. Ma per carità, via quelle trappole che suonano come tradimento alle attese dei lavoratori».
La posizione del sindacato – di area centrodestra – è affine a quella della Cgil. Continuare a richiedere l’amministrazione straordinaria alla proprietà: se accettata, potrebbe aprire la strada a nuovi imprenditori disposti a subentrare nell’azienda di surgelati vegetali.
«Con la famiglia Malavolta il taglio è oramai netto ed irreversibile – recita la nota dell’Ugl – il castello concordatario non regge un solo minuto ad una verifica trasparente del suo impianto; il Tribunale di Ascoli Piceno faccia una operazione verità e ne tragga le dovute conseguenze».
Se questo non avviene, e se gli impianti industriali vengono fermati, la chiusura della Foodinvest diventerebbe tombale, definitiva.
Infine una nota di speranza: «La lotta che i lavoratori della Foodinvest stanno portando avanti con un forte spirito innovativo apre un capitolo importante nel panorama del patto dei produttori. Sarebbe un’eccellente novità se dalle ceneri di un’azienda nascesse un patto tra nuovi imprenditori e lavoratori per il mantenimento ed il rilancio di un sito industriale di eccellenza».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 569 volte, 1 oggi)