GROTTAMMARE – Concludiamo il ciclo di interviste a consiglieri e assessori comunali di Grottammare ascoltando il sindaco Luigi Merli.

Sono passati cinque anni: può fare un piccolo bilancio del suo mandato?
«Ciò che tengo a dire è che lasceremo in eredità alla prossima amministrazione 12 milioni di euro per 13 opere pubbliche con finanziamento già acquisito. Inoltre vorrei mettere l’accento sulla nostra esperienza umana: siamo partiti come gruppo di amici ed insieme abbiamo lavorato per la città, fuori dalle solite logiche politiche, con decisioni collettive e con un costante confronto con la cittadinanza grazie alle assemblee ed al bilancio partecipato».

C’è qualcosa che avrebbe voluto fare, ma non ha realizzato?
«L’arena all’aperto. Era inserita nel contratto di quartiere, che ci aveva finanziato metà progetto. È stato così deciso di aspettare, occorre stabilire le priorità più importanti per la cittadinanza. È stata comunque reinserita nel prossimo programma».

E qualcosa che ha fatto, ma che avrebbe voluto fare meglio?
«Ho un rimpianto: quello di non aver fatto mai abbastanza per chi ha poco o niente. Ci si impegna, ma si potrebbe fare sempre di più. D’altronde l’amministratore non è colui che realizza sogni – magari ce li ha, dei sogni – ma può realizzare solo cose possibili e attuabili».

Il progetto di cui va più orgoglioso?
«Il fatto che il 90% del programma sia stato realizzato. Abbiamo rispettato il mandato dei cittadini»

Quali saranno i punti chiave del programma che presenterà agli elettori?
«Puntiamo ad una città con qualità sociale assoluta, realmente accessibile a tutti: continueremo la qualità urbana ed edilizia, la riqualificazione delle periferie, incentiveremo l’uso pubblico e privato delle nuove energie, la realizzazione di edifici a basso o nullo consumo, incentivare la mobilità dolce (a piedi o in bici), ed il completamento del ciclo rifiuti. Il programma si occupa di tutto e fa proposte attuabili, verificate e soprattutto compatibili con le nostre risorse. Dal 2002 non abbiamo aumentato le tasse: il 70% dei cittadini non paga l’Ici sulla prima casa, il restante 30% paga in misura ridotta».

Con quali risorse verrà finanziato il nuovo programma amministrativo?
«Il programma si basa su una spesa di 20 milioni di euro, di cui, come detto,12 milioni sono già finanziati. I restanti verranno finanziati con le risorse comunali».

Nel programma del 2003 c’era anche la volontà di un cinema a Grottammare: è stata sostituita dal teatro o verrà inserita?
«Il cinema inizialmente doveva essere realizzato nell’area ex-Cardarelli, ma sarebbe stato troppo delocalizzato. Un cinema ha senso se realizzato al centro della città, per dare vivacità nel periodo invernale. Così ora stiamo lavorando con la parrocchia per l’ex-cinema Sibilla».

Nella lista ci sono molti nomi nuovi, nomi di giovanissimi, ma ancora poche donne: è così difficile coinvolgerle?
«Noi siamo arrivati ai nomi presentati facendo una selezione fra le oltre 110 persone che si sono presentate ed hanno progettato attivamente il programma. Ci sono molti volti nuovi e la media è di 43 anni. Ci sono i rappresentanti dei quartieri, dei pensionati, dei giovani: insomma, rappresentiamo equamente Grottammare».

Per quanto riguarda il commercio?
«Siamo l’unico Comune che impedisce che vengano insediati nuovi centri commerciali; inoltre sono stati avviati due progetti di centri commerciali naturali: da via Garibaldi alla Stazione – escludendo le imprese balneari – ci sono ben 100 licenze. Crediamo inoltre anche nell’aggregazione sociale che possono portare i negozi dei centri urbani».

Un commento sulle altre liste?
«Commenterò quando saranno certe».

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