Lunedì in edicola su Riviera Oggi una panoramica su tutte le liste cittadine 

GROTTAMMARE – Sala Consigliare piena per la presentazione della lista Grottammare Futura, nella mattinata del 16 marzo.

Daniele Vilone, presidente dell’associazione Grottammare Futura, ha presentato hai cittadini la storia di quella che poi è diventata una lista politica, «nata dal malessere dei cittadini causato da una politica arrogante, malata di protagonismo e referenziale, una classe dirigente che non si cura dei cittadini».
“Non si può stare sempre alla finestra” potrebbe essere un altro slogan per questa lista, nata appunto da cittadini che si sono aggregati con la voglia di cambiare e di partecipare attivamente alle decisioni amministrative.

«Occorre avviare un dialogo vero per conoscere le esigenze dei cittadini», ha affermato il candidato sindaco Sandro Mariani – che ha ricordato come la sua famiglia si sia trasferita a Grottammare nel 1908 per gestire la Fornace e come sia radicata nel territorio – «occorre riequilibrare gli scompensi della crescita vertiginosa, che se in un primo momento sembrava valore aggiunto, ora non lo è più».
Mariani ha inoltre ribadito il concetto dello slogan (Elettore cerca candidato): «Noi ci rendiamo disponibili a portare un contributo. Sono poi gli elettori che debbono decidere di scegliere, per il futuro della nostra città».

Ovazione per il ritorno di Matilde Menicozzi, ex assessore alla Cultura della giunta di Massimo Rossi, anche lei si è affidata molto ai ricordi, quando Palazzo Ravenna era una scuola dell’infanzia, e di quando, a 19 anni, per la prima volta si presentò in politica.

La Menicozzi ha parlato soprattutto in nome delle donne: «Sono le donne che portano i bambini a scuola, che accudiscono gli anziani o i disabili, sono quindi le donne che conoscono meglio i problemi. Ma i tempi, i modi della politica non sono adatti ad una donna».

Spiega anche il perché della sua adesione a GrottammareFutura: «Siamo tutte persone realizzate, professionalmente parlando, siamo quindi qui per dare un contributo vero. Inoltre questo è un gruppo compatto, non ci si è sfidati a duello per scegliere i candidati, come succede spesso».

Infine l’ex assessore ha commentato palesemente l’esperienza di Solidarietà e partecipazione: «Come fa un cittadino a partecipare attivamente se non sa quali siano i progetti a lungo termine per un quartiere o per la città? Chi ci governa non ha mai parlato di questo progetto. Inoltre è stato detto spesso in questi giorni “Abbiamo realizzato quasi tutto il programma elettorale”: ma questo non è un vanto. Perché l’amministratore pubblico dovrebbe essere premiato se ha svolto esattamente il compito che si era impegnato a portare a termine? È come se io volessi un premio perché ogni mattina vado regolarmente al lavoro. E poi, con tutto il rispetto, come fa un bidello ad essere assessore ai Lavori Pubblici? E un medico assessore all’Urbanistica? Occorre competenza».

Lucia Pellei ha illustrato qualche punto del programma: risalto alle periferie, attenzione al paesaggio, riqualificare Piazza Carducci e via Dante Alighieri, parco I Maggio, la Vedetta Picena e la pista ciclabile. Inoltre «togliere le barriere architettoniche, in Corso Mazzini togliere il gradino, rinnovare il parchetto della scuola elementare, realizzare un parco accessibile in zona Tesino e realizzare degli orti da dare in gestione agli anziani».

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