SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Pasqua è la festa più importante per i cristiani, perché ricorda il sacrificio e la resurrezione di Cristo ed, essendo associata alla primavera, interpreta doppiamente l’inno alla vita e alla sconfitta della morte.

Pasqua coincide anche con l’arrivo della primavera: anticamente, questo passaggio di stagione veniva festeggiato con riti ed usanze propiziatorie per il raccolto e per la fecondità.
Gli antichi contadini romani, per esempio, sotterravano nei campi un uovo colorato di rosso, e nei secoli successivi, dopo le funzioni religiose, si usava distribuire uova benedette ai fedeli.

Molte di queste tradizioni, non solo sotto l’aspetto cristiano ma anche folkloristico, sono state tramandate fino ai nostri giorni: festa pagana, quindi, non solo cristiana, tant’è vero che oggi anche per la Pasqua, come per il Natale, l’aspetto consumistico prevale su quello religioso.

È l’uovo che caratterizza la festività pasquale: è il simbolo della vita che si rinnova, della speranza nel futuro e oggi è proposto in tutte le fogge: sodo magari dipinto, o da appendere decorato con immagini simboliche, o al cioccolato con sorpresa, oppure prezioso in vetro o ceramica come oggetto da arredamento.

La colomba, dolce pasquale dalla forma tipica, è invece, simbolo di pace. Varie sono le tipologie in commercio: la “classica”con glassa, granelli di zucchero e mandorle, oppure ” più elaborata” con svariate farciture al cioccolato e creme.

Ogni regione, ha però la ricetta tipica pasquale, che sia dolce oppure no: la torta pasqualina, la pastiera napoletana, la torta al formaggio, la ciambella, la cresia e tante altre ancora, che testimoniano il nostro legame “tutto italiano” alla buona tavola e alla memoria del passato.

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