MONTEPRANDONE – Dalla somiglianza con il difensore dell’Inter Materazzi allo stadio Comunale che ormai è una sorta di fortino. Dalla voglia matta di battere il record personale di reti a un sogno chiamato play off. Alessandro Corradetti e una chiacchierata a tutto tondo. Il giocatore del Centobuchi, classe 1977 e al terzo anno in maglia biancoceleste, è uno dei punti di forza della squadra di Sestilio Marocchi.
Contro il Bojano domenica scorsa è arrivato l’ennesimo successo casalingo. Davanti al proprio pubblico il Centobuchi non perdona. Qual è il vostro segreto?
«Delle nostre dieci vittorie in campionato, ben otto sono arrivate sul terreno del Comunale. Sfruttiamo al massimo il fattore casalingo perché conosciamo molto bene le caratteristiche del nostro campo, più piccolo rispetto alla norma. Cerchiamo di aggredire gli spazi e stare abbastanza corti tra difesa e attacco, in modo da chiudere gli avversari nella loro metà campo. Ci riusciamo ancora meglio quando incontriamo avversari che giocano a viso aperto, senza chiudersi in difesa».
Ci racconti la partita col Bojano.
«Nel primo tempo abbiamo avuto almeno 3-4 occasioni da gol clamorose e, invece, vuoi per sfortuna, vuoi per la bravura del portiere ospite, non siamo riusciuti a sbloccare il risultato. Sembrava una di quelle partite in cui, dopo aver sprecato tanto, vieni punito alla prima disattenzione. Stavolta, invece, ci è andata bene perché abbiamo trovato con Christian e Jonathan (Cacciatore e Vidallè, ndr) un micidiale uno-due che ha chiuso la partita. Era importantissimo vincere perché abbiamo allontanato i play out».
Ha una somiglianza quasi imbarazzante con Marco Materazzi.
«Me lo dicono in tanti: in effetti siamo simili fisicamente e in campo ricopriamo lo stesso ruolo. All’inizio questa cosa non mi faceva moltissimo piacere, poi però conoscendo meglio il personaggio, ora posso dire di essere fiero di questo paragone. Magari vincessi un decimo di quello che ha vinto lui».
Come l’interista, lei è un difensore con il vizio del gol.
«Quest’anno sono a quota due: uno, inutile, l’ho fatto al Morro d’Oro dove perdemmo 3-2 e l’altro, invece, decisivo in casa con la Maceratese. Spero di battere il mio record per aiutare il Centobuchi a raggiungere quel “sogno” chiamato play off».
Un sogno distante soltanto quattro punti.
«Sarà un’impresa difficile, ma non impossibile. Come accade ogni anno dalla serie A alla Terza Categoria, nelle ultime 2-3 giornate, il campionato sarà “falsato” da alcune squadre che, avendo già raggiunto il proprio obiettivo o essendo già appagate, concederanno qualcosina in più ai fortunati avversari di turno: per questo motivo noi dobbiamo guardare solo in casa nostra, pensando a fare più punti possibile e senza aspettare belle notizie da altri campi. Alla fine faremo i conti e vedremo se ci saremo meritati i play-off».
Il suo futuro lo vede ancora tinto di biancoceleste?
«Nei tre anni passati qui, ho sempre rinnovato il mio contratto annualmente. Non ho mai avuto problemi con la società e, dipendesse soltanto da me, resterei molto volentieri. So che la società punta molto sul settore giovanile e spetterà a loro l’ultima parola sulla mia permanenza in biancoceleste».

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