SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stadi da mettere a norma: un altro incontro, stavolta presso il Centro Sportivo dell’Acquacetosa di Roma, nello spazio di meno di due settimane.
E magari stavolta ne verrà fuori qualcosa di più concreto, anche perché a darsi appuntamento non sono solo le 24 società che lo scorso 3 marzo si erano confrontate a Firenze, ma pure i club della cadetteria e quelli della massima Serie, insieme alle autorità competenti, su tutti gli esponenti dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
Mercoledì mattina, all’Acquacetosa si parlerà di stadi con una capienza superiore alle 7.500 unità da sistemare, di steward – dal 1° marzo le società di calcio sono obbligate a garantire la sicurezza nei propri impianti attraverso l’impiego di questo personale specializzato – e magari di quella richiesta formulata dieci giorni fa dai club di C: l’Osservatorio valuti ogni singolo caso, indicando per ogni stadio gli interventi strettamente necessari.
In rappresentanza della Sambenedettese Calcio raggiungeranno la capitale il responsabile per la sicurezza del Riviera Franco Spinelli e l’ingegnere Daniele Boaretto, consulente della famiglia Tormenti, proprietaria del club rossoblu.
Interessata agli sviluppi dell’incontro romano sarà di certo anche l’amministrazione del Comune di San Benedetto, che ancora non ha dato una risposta in merito al progetto presentato dai Tormenti lo scorso febbraio. Questo tergiversare è in parte dovuto anche alla volontà di capire se dalle autorità competenti – a proposito: a breve dovrebbe tenersi un incontro tra il sindaco Gaspari e gli uomini della Prefettura – c’è o meno la volontà di prorogare il termine del 30 giugno quale data ultima entro cui mettere a norma gli impianti, come il Riviera, capaci di ospitare più di 7.500 spettatori.

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